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Bilanci dei Comuni. Sermide il migliore: è l’ente più virtuoso

La graduatoria di Regione e Anci: Mantova ok, male Suzzara. Con i parametri in regola priorità per avere fondi da Milano

MANTOVA. È Sermide il Comune mantovano più virtuoso sui bilanci. A dirlo la classifica stilata da Regione ed Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) in base a criteri di efficienza e capacità finanziaria prendendo in considerazione i bilanci 2012-2014. Bene anche Mantova, secondo in questa particolare classifica mentre la maglia nera spetta a Solferino, preceduto da Suzzara.

Arrancano mediamente i piccoli Comuni con l’eccezione di S. Giovanni del Dosso, a riprova che le dimensioni minori portano a maggiori costi e minore efficienza, confermando indirettamente la bontà delle aggregazioni, unioni e fusioni. La classifica porta in dote dei “premi” poiché la Regione distribuirà parte dei propri finanziamenti in base a questi indici: la precedenza nei fondi andrà ai Comuni più virtuosi.

Secondo l’Anci, complessivamente gli indici dimostrano un peggioramento rispetto allo scorso anno effetto di un buon equilibrio sulla parte corrente (le spese di gestione dell’ente), ma del crollo degli indici relativi agli investimenti e ai pagamenti a causa del patto di Stabilità, sostituito dal “saldi di competenza” solo lo scorso anno. Solo sette Comuni sono migliorati rispetto al 2015: Cavriana, Gonzaga, Marmirolo, Ostiglia, Sabbioneta, San Benedettto Po e Serravalle a Po.

Oggi la situazione migliore si ha nella classe dei Comuni medio piccoli (5-10mila abitanti) dove la metà ha indici oltre il 50 e dove si trova il primatista Sermide seguito da Bagnolo con due sindaci, forse non a caso, provenienti dal mondo bancario. «Ovviamente questo primato mi fa piacere – dice il sindaco sermidese Paolo Calzolari –. Sermide è stata sempre virtuosa grazie alla competenza degli uffici e all’attenzione sulle spese». «Il dato negativo – dice invece Gabriella Felchilcher (Solferino) fotografa la gestione della precedente amministrazione, come abbiamo più volte segnalato, che ha portato il Comune al limite del dissesto finanziario».

La graduatoria regionale è nata sperimentalmente nel 2011 con la collaborazione dell’Anci per individuare criteri oggettivi di “bontà amministrativa” nel campo della gestione finanziaria. I criteri individuati per stilare la classifica sono fondamentalmente quattro. Il primo è la flessibilità di bilancio, cioè la capacità di far fronte a particolari evenienze impreviste che necessitino spostamenti di fondi da un capitolo all’altro. Più il bilancio è flessibile e meno ostacoli si troveranno in caso di necessità.

La seconda è il rapporto fra debito e sviluppo. In pratica la capacità di attingere a fonti proprie o esterne di finanziamento senza fare ricorso all’indebitamento (come i mutui). Terzo valore considerato è la capacità programmatoria intesa come possibilità di spalmare nel futuro degli investimenti.

Infine l’autonomia finanziaria e capacità di riscossione, in pratica quanto il Comune è in grado di incassare dai propri cittadini.

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