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Studenti al lavoro in nave Che fatica senza telefonino

Svolgere le attività di alternanza scuola-lavoro su una nave da crociera non è da tutti giorni. Lo sanno bene i sedici ragazzi della 3A dell’istituto Bonomi-Mazzolari indirizzo accoglienza turistica...

Svolgere le attività di alternanza scuola-lavoro su una nave da crociera non è da tutti giorni. Lo sanno bene i sedici ragazzi della 3A dell’istituto Bonomi-Mazzolari indirizzo accoglienza turistica e ospitalità alberghiera che dal 28 al 31 gennaio scorsi hanno vissuto un’esperienza unica salpando da Civitavecchia con la Grimaldi Lines alla volta di Barcellona e ritorno. Quando ripercorrono le tappe di questa bellissima avventura, mostrano un grande entusiasmo ma anche un po' di malinconia. «Torneremmo subito sulla nave - svelano - È stata un’occasione per scoprire nozioni che non si studiano sui banchi di scuola. Ci siamo avvicinati ad un mondo che non conoscevamo, ma che terremo in considerazione quando, alla fine del quinquennio, inizieremo ad inviare i curricula».

Pensavano che avrebbero vissuto una vacanza e c’è chi in valigia, oltre al completo che avevano deciso di indossare a bordo (pantaloni, scarpe e giacca di colore nero e camicia bianca), ha inserito anche il costume da bagno. L’area benessere invece nessuno l’ha vista: «Non abbiamo avuto tempo- raccontano-. Verso le 7 suonava la sveglia. Il turno di mattina iniziava alle 8 circa e terminava alle 13, quello pomeridiano ci impegnava dalle 14 alle 18». I ragazzi, divisi per gruppi, hanno eseguito le procedure di back office e di check in e check out. Si sono poi cimentati con gli annunci in varie lingue e hanno studiato le tecnologie su cui si basano le tessere magnetiche di accesso alle camere. E poi simulazioni di evacuazione e di incendio in cucina e visite al ponte di comando, alla cambusa e ai magazzini. Terminate le ore di lavoro, spazio per le chiacchierate con compagni e nuovi amici. «La connessione wi-fi non funzionava- spiega Alessia Zopich – Ci siamo disintossicati dall’utilizzo costante del telefono. Stare lontani dai social network ci ha aiutato a creare con altri coetanei legami reali». Al momento di scendere dalla nave qualcuno non ha trattenuto le lacrime, ma ora nell’aria c’è già un nuovo progetto: un viaggio in Sicilia a settembre per conoscere le dinamiche di un villaggio turistico.

Barbara Rodella

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