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Ricorso di 33 insegnanti: «Paritarie come le statali»

Prof dal giudice per avere equità di trattamento nei trasferimenti e nelle pensioni. Ad aprire la strada, la sentenza del Tribunale di Mantova a favore di un docente

MANTOVA. «L’insegnamento svolto nelle scuole paritarie va riconosciuto nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale per il punteggio ai fini della mobilità». È sulla base di questo principio, riconosciuto da due sentenze emesse dai tribunali di Napoli e prima ancora, lo scorso 16 novembre, di Mantova, che una trentina di docenti, oggi in servizio in istituti scolastici dello Stato ma con anni di attività nelle paritarie, hanno presentato ricorso davanti al giudice del Tribunale di via Poma. È un principio che potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo nelle graduatorie per le richieste di trasferimento da una scuola all’altra.

«Se il principio viene riconosciuto dal giudice ai fini dei movimenti, non si vede per quale motivo non debba valere anche per il calcolo dell’anzianità di servizio che ha delle ricadute significative sotto il profilo economico» spiega l’avvocato Arturo Paolo Strullato che ha preso in carico i 33 insegnati ricorrenti. L’udienza è in calendario il giorno 11 aprile.

Chi insegna in una scuola paritaria (quelle che usualmente vengono definite “private”) acquisisce punteggi che vengono presi in considerazione nelle graduatorie del ministero. Ma perdono di valore, ad esempio, nel calcolo dell’anzianità di servizio se questi docenti riescono a passare in una scuola statale. Stiamo parlando soprattutto di scuole superiori. A parità di anni di servizio, insomma, gli insegnanti che hanno prestato servizio anche in una paritaria hanno una pensione meno pesante dei loro colleghi che hanno lavorato solo per lo Stato.

È probabile che questo sia soltanto il contigente di un numero più ampio di ricorrenti. Si tratta degli insegnanti che si sono rivolti alla Flc Cgil, sindacato che per la verità è molto critico nell’ordinamento delle paritarie. «In questo caso difendiamo i diritti individuali dei docenti che si sono rivolti a noi - spiega il segretario di Flc, Massimiliano De Conca - è chiaro che se il ministero considera i punti maturati da questi docenti nello stilare le graduatorie deve essere così anche per l’anzianità di servizio».

La sentenza che ha aperto la strada era stata emessa dal giudice del lavoro a Mantova. La causa riguardava un docente che non si era visto riconoscere i punti maturati nella scuola paritaria. Il suo avvocato era Antimo Buonamano dello studio Bfi di Caserta.

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