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La studentessa che sogna il futuro in divisa

Chiara, 18 anni, vuole entrare in polizia: così ha svolto l'alternanza scuola lavoro alla questura di piazza Sordello. La prima studentessa a farlo

SAN MARTINO DALL'ARGINE. Tra i suoi antenati c’è un generale dei carabinieri. Forse per questo il suo sogno è quello di indossare la divisa. Non quella da carabiniere, per la verità, ma della polizia. Si chiama Chiara Bottoli, è di San Martino dell’Argine, ha 18 anni e frequenta la quinta dell’indirizzo socio sanitario dell’Istituto Bonomi Mazzolari. Non è una novità che una ragazza voglia fare la poliziotta. La novità è che Chiara è riuscita a svolgere l’alternanza scuola lavoro introdotta dalla riforma della Buona scuola, alla questura di piazza Sordello. La prima studentessa a farlo.
«Sono stata per due settimana all’ufficio immigrazione – racconta la giovane – ed è stata una bellissima esperienza. Sono venuta a contatto con le storie di molti stranieri che vengono da noi con la speranza di cambiare vita. Ho visto anche molti ragazzini e molti profughi. Ho potuto capire cosa significa per loro il permesso di soggiorno». L’esperienza di Chiara è finita e la giovane già pensa al futuro. «Se ci sarà il concorso per entrare in polizia l’estate prossima vi parteciperò – spiega – in caso contrario mi iscriverò all’Accademia militare di Modena». Di mezzo c’è l’esame di maturità in giugno.
Chiacchierando con lei si capisce presto quali siano le ragioni più profonde che la spingono verso una vita in divisa. «Mi è sempre piaciuta l’idea di lavorare al servizio degli altri, del rispetto della legge – spiega – ma in questa scelta ha inciso molto il progetto legalità della mia scuola. La scorsa estate sono stata in Sicilia, nell’ambito di questo progetto, e ho conosciuto molti agenti delle scorte. Questi ragazzi sanno di rischiare la vita, ma lo fanno con convinzione per proteggere chi è in grado di combattere la criminalità organizzata. Vorrei lavorare nel settore antimafia. Ringrazio il preside della mia scuola che ha accolto la mia richiesta».
La sua formazione culturale, cioè quello che sta studiando a scuola, le è servita.
«Ho potuto apprezzare la professionalità del personale di polizia agli sportelli – spiega – per quanto mi riguarda, sono cresciuta in una società dove è normale avere in classe compagni provenienti da paesi diversi. Sono “stranieri” di seconda generazione, molti di loro sono nati qui. Insomma, per me è del tutto normale vivere in una realtà con più culture».
Il preside, Roberto Capuzzo, è soddisfatto della scelta della studentessa. «Abbiamo aperto una strada – dice – e non è stato semplicissimo avere tutte le autorizzazioni, visto che era la prima volta che l’alternanza scuola lavoro viene proposta per una questura. Ma abbiamo trovato massima disponibilità in piazza Sordello e so che l'esperienza è stata molto apprezzata. La nostra studentessa ha imparato molto dal personale di polizia e nel contempo ha portato una ventata d’aria fresca, vista la sua giovane età. Sono felice anche per lei, perché so che alla base dei suoi progetti futuri c’è una passione civile».

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