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Due stipendi non pagati: sale la tensione alla Sepre 

L’azienda deve saldare anche le ore di lavoro straordinario. Il sindacalista: «Vogliamo chiarimenti dalla proprietà o sarà protesta»

SERRAVALLE A PO. Sale la tensione alla Sepre, la Serravalle Prefabbricati rinata anni fa dalle ceneri della storica Vela. I motivi all’origine del malcontento sono vari. «Innanzitutto – spiega il sindacalista Paolo Rossi, Feneal-Uil – c’è la questione degli stipendi arretrati. Siamo quasi a metà marzo ma le mensilità di gennaio e di febbraio non sono ancora state pagate. E solo ai primi di febbraio, dopo un primo confronto, erano arrivati gli stipendi di dicembre. Purtroppo, però, è stato solo un palliativo perché non è stato affrontato il problema che è rimasto».

Non sono solo le normali mensilità a dovere essere versate: anche i soldi per il lavoro in straordinario svolto dagli operai mancano. La cosa strana è questa: «L’azienda – racconta Rossi – nei mesi scorsi ha lavorato molto, chiedendo ai propri dipendenti di fare molte ore in più rispetto al normale impiego. Ore in più che però non sono state al momento pagate». Ma come si spiega la grande quantità di lavoro e il ritardo nei versamenti? «L’azienda – racconta Rossi – si è finora giustificata dicendo che ci sono dei ritardi nel pagamento di alcune commesse».

Tra gli argomenti sollevati dai dipendenti (venticinque in totale, di cui alcuni a tempo determinato), anche quello dell’organizzazione del lavoro: «Per fare un esempio – dice Rossi – abbiamo qualche dubbio sul modo con cui si è fatto fronte a questi picchi di lavoro. Chiamando, certe volte, i lavoratori a tarda sera per dire loro di essere presenti all’alba del giorno successivo».

E adesso? «Adesso vedremo quello che succederà la prossima settimana. Chiederemo un incontro con l’azienda per avere rassicurazioni e chiarimenti. A metà settimana è poi in programma l’assemblea dei lavoratori durante la quale valuteremo il da farsi». Una delle novità valutate in modo positivo è il promesso arrivo di un nuovo direttore che dovrebbe mettere mano alla riorganizzazione del lavoro.

I dipendenti Sepre hanno avuto anni non facili in passato. Dopo il fallimento della Vela Prefabbricati, l’attività è riuscita a sopravvivere (a differenza della produzione di laterizi a San Giovanni del Dosso) grazie a una nuova proprietà, trainata dal gruppo Betteghella. Dall’anno scorso, però, proprio il gruppo Betteghella è uscito dalla proprietà, «e questo evento – spiega il sindacalista – è stato giudicato con molta preoccupazione». Ora la proprietà «è divisa tra più soci, rappresentati in azienda dall’ingegner Filippo Davì».
 

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