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Bollicine e turismo. Al Te tutti pazzi  per il Franciacorta 

La villa giuliesca fa da sfondo al festival del vino bresciano. Il consorzio: «Vogliamo abbinare arte ed enogastronomia»

MANTOVA. Da sgomitare per arrivare al banco degli assaggi. E le Fruttiere di Palazzo Te diventano troppo piccole per accogliere tutta la gente arrivata al Festival Franciacorta. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava osserva la folla e commenta: «Non avevo dubbi sull’affluenza, questo è un evento di altissimo livello che qualifica Mantova».

È la prima volta che il tour delle bollicine sosta in una piccola città seppur con il marchio di referenza Unesco. Un esperimento pare gradito da tutti. Ad iniziare da Giuseppe Salvioni, amministratore delegato del Consorzio di tutela: «Ci sono tutte le condizioni per proseguire nell’abbinamento anche proponendo pacchetti turistici all’insegna dell’arte e dell’enogastronomia». Diverse le motivazioni dei responsabili marketing per scendere a Mantova. Dice Isabella Metelli della Cantina Barboglio de’ Gaioncelli di Colombaro Corte Franca, attiva dal 1875, considerata piccola per la produzione di “solo” 35mila bottiglie annue del pregiato nettare: «Queste sono le realtà migliori per farci conoscere. Noi cerchiamo agenti in questo territorio perché non vendiamo attraverso la grande distribuzione».

Per Andrea Pagnoni della biologica Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo, colosso da 47 ettari di vigne in tre Comuni, 280mila bottiglie tappate, 13% di export in Usa, Giappone e Paesi Scandinavi invece il Festival «serve per salutare e rinsaldare i contatti con i nostri venditori locali. A Mantova c’è una tradizione di grande attenzione al Franciacorta».

Sul consumo di vino con le bollicine concordano anche i ristoratori nostrani. Per Daniela Bellintani, contitolare della Locanda delle Grazie, «è una manifestazione interessante e godibile, anche per ritrovarci e confrontarci con i colleghi. Molti clienti identificano nel Franciacorta il vino per cerimonie, le bollicine danno l’aria della festa».
Anche al Bar Venezia di Marco Gialdi il Franciacorta «va molto bene». Però qualche sommelier, pur apprezzando l’iniziativa, ricorda: «Anche nella nostra provincia ci sono dei buoni vini con le bollicine, non dimentichiamo la difesa del territorio».
 

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