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Cooperative e appalti, Cisl all'attacco di Cgil

"Nelle vertenze Composad e Nestlè è complice dello sfruttamento dei lavoratori". Nel mirino gli accordi peggiorativi. Monti: "Coinvolgeremo ancora il prefetto"

MANTOVA. «Cornuti e mazziati» sbotta il segretario della Fit Cisl, Emmanuele Monti: il riferimento è ai lavoratori dell’ati Clo-Viadana Facchini, impegnati nella commessa Composad (Gruppo Saviola), e ai loro colleghi della Cab Log che lavorano per la Nestlé Purina di Castiglione delle Stiviere. Lavoratori delle cooperative, quindi, «sempre più sfruttati e con l’avallo di un’organizzazione sindacale in modo particolare».

L’indice è puntato contro la Cgil, «che quando c’è di mezzo la LegaCoop stende il tappeto rosso e firma qualsiasi cosa venga proposto». «Il 25 febbraio 2016 è stato firmato un accordo in Prefettura con il quale i lavoratori hanno rinunciato, in media, a circa 30mila euro a testa, per soli 900 euro, a fronte della garanzia di due anni di lavoro pagati secondo il contratto collettivo nazionale Trasporti e Logistica» ricostruisce Monti a proposito dei lavoratori Clo-Viadana Facchini. Garanzia non rispettata, quella dei due anni pieni di lavoro.

«Per tutta risposta, ai lavoratori che chiedevano il pagamento della retribuzione mancante per il 2016 è stato detto che: sono in esubero (dei 270 oggi impiegati, 60 sono di troppo, ndr), ciò che manca del 2016 non verrà più pagato, c’è bisogno di una forte e penalizzante flessibilità per il 2017 e 2018 qualora vogliano rimanere a lavorare in Composad». Quindi, l’affondo di Monti contro la Cgil: «Il vero problema è che la Cgil firma questo accordo e tenta di farlo passare come la panacea di tutti i mali. È un attacco vergognoso alla dignità di questi lavoratori che – dimentica la Cgil – sono colleghi dei dipendenti del Gruppo Saviola che, anche se tra mille traversie, hanno garanzie e un signor stipendio. Perché quelli di cooperativa devono essere trattati da lavoratori di serie C?».

Ad aggravare la situazione, secondo il segretario della Fit Cisl, l’atteggiamento della cooperativa, che «sta cercando di far passare questo accordo con l’approvazione dell’assemblea terrorizzando i lavoratori: o si accetta o si perde il posto di lavoro. Per no l’unica soluzione è l’internalizzazione». Dello stesso tenore la vertenza Cab Log, altra cooperativa della famiglia LegaCoop. Ecco il riassunto dello stesso Monti: «A dicembre 2016 la Fit Cisl proclama uno sciopero che dura due giorni e ottiene un aumento di livello per i lavoratori e altri benefici, la Cgil non partecipa allo sciopero. A marzo 2017 la Cab Log dichiara che non riesce a reggere i costi imposti dalla Cisl e dà la revoca all’appalto. I delegati della Cgil con i lavoratori accusano la Cisl dell’accaduto».

Nel successivo incontro di rito con i sindacati, la Cab Log propone l’assunzione dei lavoratori da parte di una srl del Gruppo. Ma per la Cisl le condizioni sono irricevibili, dalla rinuncia all’anzianità di lavoro all’assenza di garanzie per il recupero delle quote sociali, fino alla «forte e penalizzante flessibilità lavorativa». «La Cgil fa subito sapere che con leggere modifiche alla flessibilità questo matrimonio si può fare – denuncia Monti – salvo poi contestare sulla Gazzetta le sopraffazioni dei cambi d’appalto parlando proprio del caso Cab Log (nell’articolo sull’incontro con Gianna Fracassi, ndr)». La coda è arrembante: «Come Cisl informeremo tutti i lavoratori su cosa sta avvenendo, avvieremo tutte le forme di trattativa possibile, non escludendo gli ambiti conflittuali se necessario, e chiederemo sicuramente un nuovo intervento in Prefettura qualora tutto proceda a danno dei lavoratori».

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