Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Papà antidroga ai ragazzi «Così ho perso mio figlio» 

La drammatica testimonianza all’assemblea degli studenti dell’Is Mantegna «Non cedete. Oggi siete dipendenti da un cellulare, domani dagli stupefacenti»

Assemblea antidroga con testimone fuori dal comune per gli studenti dell’Istituto Mantegna. Non capita tutti i giorni che un padre venga a raccontate la tragedia vissuta con la perdita di un figlio di 16 anni.
«Lo faccio per dare un significato alla morte di Emanuele – spiega Giampietro Ghidini di Gavardo – vado in giro per cercare di salvare altri ragazzi». In tre anni 806 incontri, da quel 24 novembre 2013 quando arrivò come una bomba la notizia: Emanuele ad una festina aveva assunto sosta ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Assemblea antidroga con testimone fuori dal comune per gli studenti dell’Istituto Mantegna. Non capita tutti i giorni che un padre venga a raccontate la tragedia vissuta con la perdita di un figlio di 16 anni.
«Lo faccio per dare un significato alla morte di Emanuele – spiega Giampietro Ghidini di Gavardo – vado in giro per cercare di salvare altri ragazzi». In tre anni 806 incontri, da quel 24 novembre 2013 quando arrivò come una bomba la notizia: Emanuele ad una festina aveva assunto sostanza sintetica tagliata male. Prima ed unica volta per non sentirsi uno “sfigato”. Perché la dinamica del gruppo aveva preso il sopravvento su tutto e tutti.
E dal palcoscenico dell’Ariston con la gigantografia sullo schermo del figlio sorridente, davanti ad una platea di ragazzi silenziosi ed attenti, papà Giampietro ha lanciato avvertimenti e proposto la sua ricetta per non essere vittime di quella che chiama la “grotta”. «Non lasciatevi convincere che se non avete il telefonino ultimo modello, se non fumate, se non provate uno spinello, se non bevete, se non fate sempre più cose fuori del normale, siete dei falliti – il grido d’allarme – dovete uscire da logica del consumismo, della competizione, della dipendenza, da quella strategia fatta dalle multinazionali, ma di cui anche noi adulti siamo responsabili». E come fare?
«Siate voi che scegliete gli strumenti per non diventare strumento di qualcuno. Uscite da quella grotta costruita per ingabbiarvi, cercate relazioni autentiche, interessatevi agli altri, trasmettete amore, non incazzatevi se i vostri genitori vi dicono di mollare il telefonino perché quello è già un segnale che siete dipendenti oggi di un marchio, domani della droga».
Discorsi duri, da cazzotto nello stomaco, quelli di Ghidini, per far riflettere ed apprezzati dai ragazzi. Commenta Simone Caliardo, rappresentante degli studenti in consiglio d’istituto: «Trasmette emozioni molto forti e non solo conoscenze, proprio per questo l’abbiamo invitato, per sensibilizzarci su un tema purtroppo sempre attuale». Soddisfatta la docente Paola Menegazzo, incaricata dal preside Michele Negro di coordinare l’assemblea. Legalità e droga era l’argomento sviluppato in tre momenti su due turni per dare la possibilità a tutti gli oltre 700 studenti di partecipare. È stato proiettato il film “Veloce come il vento”, poi l’intervento di papà Ghidini e quello del dottor Valter Drusetta del Servizio educazione alla salute .
Vincenzo Dalai