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Stuprata in hotel dal portiere di notte 

L’aggressione in un albergo di Ostiglia: attirata in stanza con la scusa di un farmaco per il mal di testa e trascinata a letto

OSTIGLIA. A processo per stupro un portiere di notte di Ostiglia. L’uomo, dopo aver attirato la giovane vittima in una stanza vuota dell’albergo in cui prestava servizio, l’ha violentata. Un rapporto sessuale consumato nel giro di pochi secondi. Ora lui, 53 anni, domiciliato a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, ha fatto perdere le tracce ma nei prossimi mesi dovrà presentarsi davanti al tribunale di Mantova per rispondere delle gravi accuse che gli sono contestate.
Tutto accade nella ser ...

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OSTIGLIA. A processo per stupro un portiere di notte di Ostiglia. L’uomo, dopo aver attirato la giovane vittima in una stanza vuota dell’albergo in cui prestava servizio, l’ha violentata. Un rapporto sessuale consumato nel giro di pochi secondi. Ora lui, 53 anni, domiciliato a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, ha fatto perdere le tracce ma nei prossimi mesi dovrà presentarsi davanti al tribunale di Mantova per rispondere delle gravi accuse che gli sono contestate.
Tutto accade nella serata del 25 luglio di tre anni fa. La ragazza, venticinque anni, è addetta alle pulizie nell’hotel e da qualche anno conosce il portiere di notte. Quel giorno chiama il suo collega (G.B. sono le iniziali del suo nome, in questa fase vista la delicatezza del caso non ne faremo il nome). Si fida di lui, anche perché vive con il compagno in una appartamento di sua proprietà.
Quella sera la ragazza ha mal di testa, un dolore acuto che non le passa. Così chiama il collega e gli chiede aiuto. Quando, a notte tarda, arriva nella hall dell’albergo, il portiere di notte sa già cosa fare. Invita la donna a seguirlo in una stanza vuota. «Andiamo lì, ho tutto il necessario per risolvere il tuo problema».
I due salgono insieme in camera e lui, in pochi secondi, è già senza vestiti. Afferra la donna, vince la sua resistenza con la violenza, la getta sul letto e la stupra. Lei cerca in tutti i modi di respingerlo. Ma inutilmente.
Dopo la violenza la ragazza torna a casa e, in lacrime, racconta tutto al convivente. Insieme vanno al pronto soccorso di Pieve di Coriano, i medici la trattengono a lungo e ritengono anche che sia il caso di fare accertamenti approfonditi. Parte la denuncia e i carabinieri, dopo settimane di indagini, presentano il risultato del loro lavoro alla Procura che apre un fascicolo d’inchiesta. Il giudice, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, rinvia a giudizio il dipendente dell’albergo. Se riconosciuto colpevole rischia una pesante condanna. Il via al processo a settembre, davanti al giudice Giuditta Silvestrini.