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«Ultraleggero in Po»: setacciato il fiume 

Ostiglia. Elicottero, sommozzatori, polizia, cittadini sull’argine. Poi spuntano i testimoni: volava basso, ma non è caduto

OSTIGLIA. La telefonata di un pescatore ha fatto scattare immediatamente il massimo grado di allarme. «Un aereo ultraleggero è caduto in Po. Lo abbiamo visto urtare un albero e poi sparire». Non hanno perso tempo i vigili del fuoco con i sommozzatori, la polizia stradale, i carabinieri, con l’elicottero, perfino i meatori dell’Aipo. Ma del velivolo nessuna traccia. Con le ricerche a pieno ritmo, alcuni testimoni hanno dato un’altra versione, quella vera. Un ultraleggero aveva sì sorvolato Os ...

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OSTIGLIA. La telefonata di un pescatore ha fatto scattare immediatamente il massimo grado di allarme. «Un aereo ultraleggero è caduto in Po. Lo abbiamo visto urtare un albero e poi sparire». Non hanno perso tempo i vigili del fuoco con i sommozzatori, la polizia stradale, i carabinieri, con l’elicottero, perfino i meatori dell’Aipo. Ma del velivolo nessuna traccia. Con le ricerche a pieno ritmo, alcuni testimoni hanno dato un’altra versione, quella vera. Un ultraleggero aveva sì sorvolato Ostiglia e poi il fiume, volando molto basso, ma poi aveva ripreso quota e si era allontanato verso Quingentole. Prima di decretare il cessato allarme, però, la task force ha setacciato il corso del fiume per almeno due ore. I sindaci di Ostiglia e di Revere, Valerio Primavori e Sergio Faioni, si sono trovati per un breve briefing, cercando di mettere insieme le testimonianze delle persone che erano in zona, soprattutto quelle che si trovavano ai giardini. Intanto negli aeroporti più vicini, Mantova e Legnago, è stato fatto un controllo sui velivoli che erano decollati: le verifiche hanno confermato che tutti avevano fatto rientro. D’altra parte i piloti degli ultraleggeri non hanno l’obbligo di segnalare il volo, che spetta invece ad alcuni aeroporti. Non appena è scattata la mobilitazione della task force, poco dopo le cinque del pomeriggio, che ha fatto base al Lido, sull’argine, alla sponda opposta, chiusa al traffico delle auto, sono accorse centinaia di persone.
Tra loro sono emerse diverse testimonianze che portavano a spegnere le sirene dell’allarme. In particolare, quelle di una donna che stava facendo una passeggiata lungo l’argine con le due figlie. «Abbiamo seguito tutto il volo dell’ultraleggero, che era bianco con due ali strisciate di rosso sotto la cabina - racconta la donna - volava molto basso e ho pensato che fosse una manovra assolutamente imprudente. Quando è arrivato sopra il letto del fiume, si è abbassato ancora di più, fin quasi a sfiorare l’acqua. E’ passato vicino agli alberi, ma poi ha ripreso quota, ed è filato via in direzione di Quingentole. Non è assolutamente precipitato, ne siamo sicure».