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Il chiosco riapre dopo l’incendio. «Ma rischiavamo un altro rogo» 

Venerdì 21 torna in funzione la struttura che è all’interno di parco Desenzani bruciata nella notte fra il 21 e il 22 gennaio 

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Domani riapre il chiosco bar Eden di parco Desenzani a Castiglione delle Stiviere, la struttura che la notte fra il 21 e il 22 gennaio era bruciata tra il dispiacere dei molti cittadini di Castiglione abituati a frequentare la struttura. Tuttavia la vicenda negativa del chiosco Eden non si è esaurita con quell’episodio. La scorsa settimana un nuovo rogo ha rischiato di vedere vanificato il lavoro della famiglia Malavasi, titolare della convenzione siglata con il Comune di Castiglione per la gestione del bar e del verde di parco Desenzani, di rimettere in sesto la struttura per la primavera.
Nei giorni scorsi la famiglia era intenta ad ultimare i lavori per la riapertura dell’attività. Le operazioni venivano raccontate anche sulla pagina Facebook del locale. Ma ecco l’annuncio che ha lasciato tutti sorpresi: «Abbiamo subito un nuovo tentativo di incendio – raccontano alla Gazzetta i titolari – ma questa volta abbiamo avuto un angelo custode che ci ha aiutato». Anche nel commento Facebook della famiglia viene ringraziato l’“angelo custode”, il titolare di un’attività che si trova vicina al chiosco, che ha visto una persona aggirarsi attorno al chiosco. Il tempo di capire di cosa si trattava e le prime fiamme stavano divampando. La prontezza dell’angelo ha evitato il peggio perché è riuscito spegnere il principio di incendio che stava per danneggiare il chiosco ormai ultimato e pronto per essere riaperto.
Si è all’opera per risalire al colpevole. «In entrambi i casi pensiamo si tratti della stessa persona – dicono i titolari – ma il compito di verificare questo sospetto è dei carabinieri che hanno in mano una denuncia con la documentazione e stanno portando avanti l’indagine. Invidie e cattiverie sono alla base di questo danno» dicono sconfortati i titolari. Stanchi anche per questi giorni di lavoro intenso finalizzati ad aprire il chiosco. «Ci sarà una manifestazione– annunciano – la Giornata della Terra, per la quale abbiamo sempre tenuto aperto e stiamo giusto aspettando i fornitori per ultimare le scorte. Abbiamo investito quel poco che ci era rimasto, dato che già con il primo chiosco avevamo investito molti dei nostri risparmi. Questo danno ci ha messo in ginocchio. Meno male che il secondo tentativo è andato a vuoto. Speriamo ora di poter porre fine a questa situazione affidando alla giustizia l’eventuale responsabile».
Si confermano, dunque, i sospetti di dolo del primo incendio che fanno cadere l’ipotesi del corto circuito: «I nostri impianti erano chiusi e fermi, non può essere partito dall'interno».
Luca Cremonesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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