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Sos per Villa Galvagnina. Palazzi: servono 10 milioni 

Moglia. Il sindaco di Mantova incontra il comitato che tutela la storica villa. «Dobbiamo evitare che cada nel dimenticatoio». Caccia ai finanziamenti

MOGLIA. «È importante evitare che Villa Galvagnina cada nel dimenticatoio, ma per recuperarla serviranno più di 10 milioni di euro». A parlare è il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi. Lo ha incontrato nei giorni scorsi il comitato “Save Galvagnina”: si è trattato del primo importante passo per liberare Villa Galvagnina (di proprietà del Comune di Mantova) dalle impalcature che l'avvolgono e, in qualche modo, la sostengono, dal terremoto del 2012. All'incontro erano presenti anche Fausto Corini, presidente del comitato “Save Galvagnina”, Andrea Moretti, Carlo Moretti, il geometra Stefano Bocchi, l'architetto Nelson Galandini e Giuliana Ierziotti. «Il comitato ci ha chiesto di lavorare insieme per trovare le risorse necessarie per il recupero del monumento - dice Palazzi - Siamo disponibili, ma non sarà semplice trovare i tanti soldi che servono. Voglio capire se è possibile attingere a fondi di enti e fondazioni anche straniere, oltre che del ministero per i beni culturali».


Sono passate solo tre settimane dalla pubblicazione su Facebook e la pagina dedicata all'organizzazione no profit ha già avuto oltre 9mila visualizzazioni. Il progetto punta ad avviare i restauri necessari per riconsegnarla al pubblico. Per questo, dopo i contatti avuti con la Soprintendenza ai beni culturali della Lombardia, il Distretto delle Regge dei Gonzaga, il consorzio Oltrepò mantovano, enti come il Rotary Mantova Sud e la Fondazione Comunità mantovana che si stanno dimostrando molto attenti al recupero del patrimonio artistico, si è aperto un dialogo anche con il Comune di Mantova.

«Il prossimo passo sarà la convocazione di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati – ha detto Fausto Corini – .Insieme cercheremo di fissare una data per una visita a Villa Galvagnina in modo che tutti possano prendere atto dell'attuale situazione in cui versa. Dalle ricerche che ho fatto – ha continuato - la villa fu edificata dai Gonzaga, forse da Francesco II tra il '400 e il '500. Se l’architettura è per alcuni elementi riconducibile a Giulio Romano, gli affreschi sono in parte attribuiti ad allievi della sua scuola ed in parte a pittori quali Ippolito Andreasi, Giulio Rubone e Bernardino Campi. Ceduta ai nobili Galvagni a cavallo fra '500 e '600, nei secoli successivi decadde, sino ad essere utilizzata come stalla e pollaio. Acquistata dal Comune di Mantova nel 1967, venne aperta nel 1989 in occasione delle celebrazioni giuliesche, e poi richiusa per sempre. Danneggiata dal sisma del 2012, è stata stabilizzata e nulla più. Aggiornerò anche la dottoressa Basso Bert della Soprintendenza. Piano piano tutte le tessere del mosaico si stanno incastrando perfettamente». (m.p.)

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