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Degrado e sigilli violati nel kebab sequestrato

Viale Risorgimento: i residenti chiamano i vigili del fuoco per una perdita d’acqua. Andirivieni clandestino nel locale zeppo di merce avariata: via allo smaltimento

Mantova, degrado e sigilli violati nel kebab In viale Risorgimento i residenti chiamano i vigili del fuoco per una perdita d’acqua. Andirivieni clandestino nel locale zeppo di merce avariata: via allo smaltimento (video Saccani) LEGGI L'ARTICOLO

MANTOVA. Sotto sequestro, ma con la saracinesca aperta e il vetro della porta in frantumi. Bastava alzare la serranda e infilarsi dentro, come se i sigilli non esistessero (e infatti non ce n’è traccia). E di gente che entrava ne hanno vista i residenti di viale Risorgimento. Sempre di notte. Così nella macelleria islamica La Stella, ribatezzata il “Kebab della droga” dopo l’operazione congiunta di Guardia di Finanza e Squadra mobile che in dicembre aveva portato all’arresto di 8 persone, coinvolte in un traffico largo tra Mantova, Bergamo e Parma. Il sequestro era scattato due settimane più tardi: intestato a prestanome nullatenenti, il kebab era nella disponibilità di uno degli otto arrestati, un 34enne clandestino.

A trovare la saracinesca aperta e la porta in frantumi sono stati anche i carabinieri e i vigili del fuoco intervenuti il 21 aprile per una perdita d’acqua. Tanta acqua. E inciampati nell’evidenza della cella frigorifera ancora piena, non zeppa ma con alcuni pezzi di carne ormai in putrefazione. Al punto che dello smaltimento è stata incaricata una ditta specializzata, che ha smaltito tutta la merce deperibili. Latte e olive, ad esempio.

Le prime segnalazione all’Aler, proprietaria dei muri, erano arrivate una settimana fa: cattivi odori. Poi, martedì, si era aggiunto il rivolo d’acqua che filtrava dalla serranda abbassata. Il tempo di contattare e ottenere l’assenso dall’amministratore giudiziario, come impone la legge in caso di sequestro, e il 20 aprile il tecnico reperibile dell’Aler, il geometra Federico Falavigna, è riuscito a entrare nella macelleria insieme ai vigili del fuoco. L’acqua colava dai banchi frigo. Il 21 aprile l’intervento bis: ad alimentare la perdita, da rivolo a pozzanghera, la rottura del tubo dello scaldabagno.

Dopo una ricerca affannosa, insieme ai tecnici di Tea Acque, i vigili del fuoco sono riusciti a individuare e chiudere il rubinetto generale. Quindi ci si è preoccupati dello smaltimento della carne e delle altre merci ormai avariate. Serranda e porta? È già stato incaricato un fabbro, assicurano dall’Aler. (ig.cip)
 

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