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Papa Francesco a Bozzolo il 20 giugno

L’annuncio del vescovo Napolioni alla fine della messa. Il pontefice vuole venire a pregare sulla tomba di don Primo Mazzolari

BOZZOLO. Una grande emozione, un fortissimo applauso e qualche lacrima hanno accolto domenica 23  l'annuncio del vescovo Napolioni che il Papa sarà a Bozzolo la mattina del 20 giugno. Dopo la visita del 2 aprile a Carpi e Mirandola, per impartire la benedizione ai terremotati, Papa Bergoglio verrà in territorio mantovano.
Il messaggio pervenuto dal Prefetto della Casa Pontificia Georg Ganswein comunica che «Papa Francesco ha espresso il desiderio di recarsi a Bozzolo per pregare sulla tomba di don Primo Mazzolari in forma riservata e non pubblica». Monsignor Napolioni lo ha comunicato alla fine della messa, leggendo dal telefonino del suo segretario don Meani che lo aveva ricevuto 20 minuti prima della cerimonia e in un primo tempo aveva pensato ad una "bufala".
Sbalordito anche il cardinal Bassetti che ha detto di sentirsi «un po' come Giovanni Battista che ha aperto la strada a Gesù». Emozionatissimo con occhi lucidi il sindaco di Bozzolo e i primi cittadini presenti, il parroco don Maccalli: «io avevo un presentimento», ha detto.

«Con la Fondazione ci stiamo lavorando da tre anni, da quell’udienza papale con don Gianni, l’arciprete, Maria Luisa e i figli di Giovanni Bettoni, dopo la scomparsa nel mare di Sardegna - ha detto Giuseppe Torchio - Gli abbiamo detto subito che eravamo di Bozzolo, il paese di don Primo, una figura che ben conosceva. Due le visite di padre Leonardo Sapienza, reggente della casa pontificia, a Bozzolo e a Cremona. In entrambi i casi la promessa che ci avrebbe fatto uno scherzo da prete. In un primo momento abbiamo pensato al dono dell’artistica rosa papale per la tomba di don Primo ma poi, quando è stata chiesta la piantina di Bozzolo noi abbiamo allegato l’indicazione del punto di atterraggio per elicotteri, da poco autorizzato perché avevamo capito che c’era qualcos’altro nell’aria. Ma abbiamo tenuto la bocca chiusa».

La visita del presidente Mattarella alla Fondazione don Mazzolari di Bozzolo La prima volta di Bozzolo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Fondazione don Mazzolari. (Video www.quirinale.it)


Il vicario don Gabriele Barbieri mercoledì scorso durante l'udienza generale agli adolescenti, in piazza San Pietro, aveva detto al Papa che era di Bozzolo e il pontefice aveva risposto «verrò presto nel tuo paese», ma non era riuscito a sapere altro perché il Papa aveva proseguito.
Domenica sera, intanto, Bozzolo ha accolto il cardinal Gualtiero Bassetti, a capo della diocesi di Perugia. Il "Cencelli" ecclesiale la giudica di "non alto livello" ma Papa Francesco, non considerando diocesi ritenute più cardinalizie, gli ha dato la berretta color porpora per il suo stile semplice e le aperture sociali. Ieri ha deposto sulla tomba di don Primo la rosa d'argento inviata da Papa Francesco tramite monsignor Sapienza a gennaio per il "parroco dei poveri" al termine della Santa Messa alle 17 nel cinquantottesimo anniversario della scomparsa dell'indimenticabile parroco di Bozzolo.

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Sembrava quasi un auspicio al buon esito del processo di beatificazione che si aprirà ufficialmente in autunno. Accanto a lui il vescovo emerito di Lodi Giuseppe Merisi, classe 1938 (anch'egli studioso di Mazzolari e conosciuto come grande amico di Giacinto Facchetti), l'arcivescovo eletto ma non ancora consacrato di Ferrara e Comacchio, il cremonese monsignor Perego (direttore diocesano Fondazione Migrantes), il vescovo di Cremona Napolioni, il presidente della Fondazione Mazzolari don Bignami, il parroco don Maccalli e quindici sacerdoti. All'ingresso della chiesa parrocchiale è stato salutato dal sindaco che ha sviluppato il concetto di Mazzolari secondo cui un paese non ha solo bisogno di strade o di acquedotti ma anche di una maniera di vivere, di affratellarsi. Nell'omelia il cardinal Bassetti ha i ricordato che Mazzolari si era sentito male nella stessa domenica in albis di ieri ma nel 1959, quindi l'importanza sempre più preminente nella chiesa a partire da Giovanni XXIII, l'influenza nella sua formazione sacerdotale avvenuta a Firenze dove operavano la Pira, don Milani, Turoldo, don Barsotti. La cerimonia è stata accompagnata dai canti della corale San Restituto. Presenti alla celebrazione in forma ufficiale assieme al sindaco di Bozzolo, anche quelli di Cremona, Gazzuolo, Tornata, Solarolo.

Terminata la visita a Bozzolo, alle 10.30 l'elicottero papale decollerà alla volta di Barbiana, provincia di Firenze, per la visita privata al cimitero e preghiera sulla tomba di Don Lorenzo Milani in occasione del 50° anniversario della sua morte, cui seguirà l'incontro, in chiesa con i suoi discepoli ancora viventi. 

Attilio Pedretti

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