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Medico a doppio servizio. Il Poma lo fa dimettere 

L’irregolarità: di giorno in ospedale, di notte in una clinica convenzionata. Alla sospensione di sei mesi il camice bianco preferisce lasciare l’incarico

MANTOVA. Sei mesi di sospensione per il medico stakanovista del Carlo Poma che di giorno lavorava all’ospedale di Mantova e di notte prestava servizio in una clinica privata convenzionata. La commissione disciplinare dell’Asst di Mantova ha deciso di punire severamente il medico che nel corso degli ultimi mesi era finito sotto indagine interna per una serie di violazioni alla normativa sul rapporto di esclusività con un ente pubblico ospedaliero e alle regole in materia di libera professione. La voglia di lavorare non gli mancava di certo, ma la legge non ammette il doppio servizio senza prima chiedere l’autorizzazione.

Quando la vicenda era stata scoperta il medico era stato sospeso per un mese, in attesa di raccogliere tutte le informazioni sul caso. Nei giorni scorsi, dopo aver sentito anche le giustificazioni del dottore, la commissione disciplinare ha emesso la sua sentenza: sei mesi di sospensione. Dopo la notifica del provvedimento il medico si è dimesso. Del resto non poteva fare altro: recentemente aveva partecipato a un concorso interno per regolarizzare la sua posizione in maniera definitiva.

E aveva ottenuto un buon piazzamento viste la sua preparazione e la lunga esperienza negli ospedali. Ma con la sospensione di sei mesi di fatto non poteva più rientrare tra i papabili alla nomina e quindi ha scelto di abbandonare l’ospedale di Mantova.

La presenza del medico al lavoro nella clinica privata sarebbe stata notata da alcuni colleghi che, evidentemente, o lo conoscevano personalmente o sapevano quantomeno che fosse alle dipendenze del Poma. La normativa, del resto, parla chiaro: i medici in servizio in un ospedale pubblico possono scegliere se svolgere l’attività libero professionale all’interno o all’esterno della struttura, ma devono dichiararlo esplicitamente e in ogni caso non possono svolgere attività medica in strutture private convenzionate.

La stessa attività libero professionale può essere inoltre espletata soltanto se risulta compatibile con il rapporto unico di impiego in un ospedale e in ogni caso sempre al di fuori dell’orario di servizio.
La notizia della sospensione del professionista in servizio da anni all’ospedale Poma ha fatto velocemente il giro delle corsie ospedaliere, suscitando un certo sconcerto. Il medico è ritenuto un ottimo elemento dal punto di vista operativo.
Al momento della prima sospensione di un mese alcuni colleghi avevano commentato: «Ha tanta esperienza e tanta voglia di lavorare, ma ha fatto una sciocchezza».
 

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