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Salasso per la Cosap e concessione tolta: il Papa’s nei pasticci 

Persa la battaglia con il Comune: da sborsare 173mila euro più le spese processuali. La Regione  intanto contesta il ruolo di una società nella gestione. Inutile il ricorso al Tar 

MANTOVA. Doppia mazzata per il Papa’s, storico bar all’aperto sul lungolago vicino al ponte di San Giorgio. Da un lato si è chiusa la controversia con il Comune che pretendeva il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico (Cosap) per circa 190mila euro (arretrati più sanzioni): i titolari del Papa’s dovranno versare a Via Roma 173mila euro, ma con le spese processuali la cifra da sborsare supera i 200mila euro. Dall’altro lato un colpo, se possibile, ancora più duro: la Regione ha revocato in febbraio la concessione delle strutture, chiosco in muratura e attrezzature mobili, che costituiscono l’ossatura del bar e il Tar nei giorni scorsi ha respinto la richiesta del locale di sospendere l’efficacia dell’atto in attesa di valutarne la fondatezza.

Andiamo con ordine. La controversia con il Comune sul pagamento della Cosap nasce nel 2014. Via Roma si accorge che una piccola porzione dell’area occupata dal locale non è della Regione, ma sua. Pretende dunque il pagamento del canone di occupazione, e chiede anche gli arretrati. Cinque anni di affitto che, raddoppiati dalla sanzione in cui il Papa’s sarebbe incorso, fanno 190mila euro circa. Il locale prova prima una trattativa, ma presto si va in causa. Tutto si chiude all’inizio di questa settimana: «Siamo molto amareggiati» commenta l’avvocato Alfredo Miccio, difensore del Papa’s. Ad offendere, spiega, è soprattutto il fatto di essere stati trattati da occupatori abusivi di un’area quando invece, in buona fede, il canone alla Regione è stato sempre versato.

Ma ecco che proprio la Regione, e siamo alla seconda vicenda, è in guerra con il locale. A febbraio ha revocato la «concessione per l’occupazione di un’area demaniale con chiosco in muratura e attrezzature mobili, situata in fregio al fiume Mincio nel comune di Mantova». Ai concessionari delle strutture rimprovera il fatto di non essere i gestori diretti delle stesse,  avendole di fatto girate in subconcessione a una società in accomandita semplice, la Vintage di Bonatti Flavio& C.
Contro il provvedimento ha presentato ricorso Cristian Rojas Perez, fratello di Walter, fondatore del Papa’s e titolare del 50% della concessione. Alla morte di Walter, nel 2016, il fratello ha chiesto di poter subentrare nell’altro 50% di concessione. Ed è stato allora che la Regione si è accorta che qualcosa non quadrava. Walter Rojas Perez aveva ottenuto in concessione il chiosco nel lontano 1992. Nel 2005, con la richiesta di rinnovo, aveva allegato l’autorizzazione del Comune alla società Vintage per la somministrazione di alimenti e bevande nel chiosco. In questa si precisava che il delegato alla somministrazione era comunque lui, ma che aveva stipulato un contratto di affitto d’azienda con la Vintage (di cui era Walter socio accomandante). All’epoca nessun rilievo dalla Regione, e nemmeno nel 2014 al successivo rinnovo. Solo nel 2016, quando Cristian chiede di ottenere la piena concessione, emerge il problema. Il Pirellone gli chiede di provare la successione testamentaria e la gestione diretta del bene. Cristian dimostra di essere titolare al 2% della Vintage, ma non basta. La Regione lamenta anche di non essere mai stata informata né di avere autorizzato «il subentro di fatto della società Vintage nel ruolo di titolare della concessione». Arriva il ricorso al Tar, che però sta con la Regione. E ora? Il legale Paolo Gianolio spiega che si sta valutando un appello al Consiglio di Stato.

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