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SINDACATI

Missione contro i voucher Cgil: «In centinaia a Roma» 

Il 17 da Mantova a piazza San Giovanni per stoppare il ritorno dei buoni lavoro. E venerdì al MaMu attivo con 300 delegati. Il segretario: «Ferita alla democrazia»

MANTOVA. Disinnescati prima di andare a sbattere contro il referendum della Cgil, ora i voucher stanno rientrando dalla finestrella della manovra correttiva del governo: dopo il via libera alla Camera, il 6 giugno il testo arriverà in seconda lettura a Palazzo Madama, affidato alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, per poi essere discusso in aula il 13 giugno. Quattro giorni dopo, il 17, la leader della Cgil Susanna Camusso punta a riempire piazza San Giovanni per opporsi a «uno schiaffo alla democrazia».

«Un vulnus democratico» denuncia Daniele Soffiati, segretario generale della Cgil di Mantova, che per venerdì 9 giugno ha convocato un attivo con 300 delegati di tutte le categorie, per ribadire le proprie ragioni e organizzare la missione del 17. «Contiamo di portare in piazza centinaia di persone» anticipa Soffiati che, prima di affrontare il merito della questione, insiste sull’abuso della politica: è come se per i grandi referendum del passato – quello sul divorzio, ad esempio – il governo fosse intervenuto a eliminare le cause della consultazione, accogliendo le istanze referendarie, per poi ripristinare la legge su cui il popolo si sarebbe dovuto esprimere.

Morale, per la Cgil ce n’è abbastanza per sollevare una questione di illegittimità sia davanti alla Corte di Cassazione che «ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro», sia davanti alla Corte Costituzionale. Così si legge nell’appello che il sindacato sta facendo firmare in queste ore. Il messaggio è anche per il Presidente della Repubblica, sollecitato a tutelare «lettera e sostanza dell’articolo 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura».

Quanto al merito, argomenta Soffiati: «Il nuovo provvedimento non ci convince perché non definisce cos’è il lavoro occasionale, ma si limita a considerare occasionale tutto ciò che rientra in una soglia economica. I paletti previsti non bastano, così si annulla qualunque dignità della contrattazione collettiva». E a chi insiste a denunciare il vuoto lasciato dai vecchi voucher, il segretario della Cgil ribatte: «Le alternative esistono già, il lavoro somministrato, il contratto a chiamata, il tempo determinato. Si è voluto reintrodurre un strumento per pagare poco la gente e continuare a destrutturare la contrattazione». (ig.cip)

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