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Gori alza il tiro contro Maroni: «L’autonomia? È una bufala»

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, potrebbe essere il candidato governatore del centrosinistra che sfiderà Roberto Maroni alle prossime elezioni regionali. Il 17 giugno ospite della festa del Pd al Boschetto

MANTOVA. Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, potrebbe essere il candidato governatore del centrosinistra che sfiderà Roberto Maroni alle prossime elezioni regionali. «Io candidato? Non lo so, lo decideranno il Pd e la coalizione» si schermisce il primo cittadino che sabato 17 giugno sarà ospite della festa del Pd al Boschetto, proprio per parlare delle regionali con il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e il segretario provinciale del Pd Antonella Forattini. Gori, per i dem, sembra essere il personaggio adatto per togliere il Pirellone al centrodestra.

«Serve una coalizione più larga possibile - avverte - il Pd ha un ruolo baricentrico, ma bisogna allearsi con chi sta a sinistra, come Pisapia, il federatore; un ruolo decisivo avranno anche le forze civiche, come è stato dimostrato nelle ultime elezioni amministrative». Per Gori, rispetto al 2013, «il Pd si muove in una situazione migliore perché ha consolidato una rete di amministratori nei capoluoghi e negli altri centri lombardi che oggi sono una garanzia di buone capacità amministrative e costituiscono una base politica più forte rispetto a quattro anni fa». Non solo. «A differenza di allora - aggiunge - già da mesi è cominciata la ricognizione sui vari territori con i nostri uomini per capire bisogni e attese della gente. Insomma, le premesse sono buone, poi serviranno proposte chiare e concrete».

Che i dem dimostrano già di avere su vari fronti: «Per esempio - dice Gori - sulla riforma sanitaria di Maroni occorrerà intervenire perché ci sono difficoltà di applicazione. Bisognerà, inoltre, prestare maggiore attenzione alle fragilità che in Lombardia si sono prodotte; basti pensare all’aumento significativo di giovani che non hanno lavoro e, quindi, protezione sociale. La Regione dovrà integrare l’azione del governo che ha cominciato a mettere in campo il reddito di inclusione. E poi l’ambiente: siamo la prima Regione per territori inquinati, soprattutto nella Bassa. La Regione potrà chiedere al governo di avere competenze in più per una cura speciale che renda più salubre quei luoghi e crei anche sviluppo economico. Serve, poi occupazione di qualità per competere con le altre grandi regioni europee e bisogna creare uno sviluppo territoriale che tenga conto di tanti poli e non solo di quello milanese».

Infine, il referendum sull’autonomia lombarda. «Noi siamo favorevoli ad una vera autonomia, quella inserita in Costituzione che prevede di trasferire dallo Stato alle Regioni virtuose maggiori competenze - afferma Gori -. Diciamo invece no alle bufale di Maroni: raccontare che il sì al referendum porterà 23, 25, 54 miliardi di euro ai lombardi, non lo sa neanche lui, è una bugia». (Sa.Mor.)
 

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