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Il calabrone asiatico ora fa paura 

Alcuni esemplari di vespa velutina

Gli esperti al convegno: «Si teme l’invasione della vespa velutina»

MANTOVA. C'è allarme nel Basso mantovano per l'arrivo della vespa velutina, un imenottero particolarmente pericoloso che distrugge gli alveari. L'autunno scorso un nido di questo insetto che preda le api è stato trovato a Bergantino, in provincia di Rovigo e in aprile un esemplare, una regina, è stato catturato a Borgofranco Po. E ora si teme l'infestazione. Da un nido di questa vespa, si calcola escano circa 350 regine per la stagione successiva e ogni regina è in grado di costituire un nuovo nido. A sopravvivere sono solo il 5-10%delle regine, ma questo significa che ogni nido potenzialmente ne genera tra i 15 e i 50 esemplari l'anno successivo. La proliferazione è esponenziale e dal terzo anno di insediamento in un territorio la vespa velutina raggiunge un numero tale da creare problemi agli apicoltori. Dei rischi derivanti alla presenza del calabrone asiatico si è parlato questa mattina al centro Eridano a Carbonara di Po alla presenza di specialisti e veterinari.

Le vespe attaccano gli alveari, stazionando davanti a essi, colpendo le api che ritornano cariche di nutrimento e quindi più vulnerabili. Le altre api rimangono a difendere l'alveare, ma in questo modo vengono meno le normali attività, non raccolgono più nutrimento, si indeboliscono e il destino dell'alveare è segnato. La vespa velutina arriva dal sud est asiatico, ma dal 2004 si è installata in Francia e da lì si sta diffondendo, nella zona della Liguria vicina al confine il problema ha assunto proporzioni importanti negli ultimi 3 anni e ora si teme per la nostra zona. Il nido di Bergantino non è stato trovato in tempo, infatti si deve neutralizzare prima che le nuove regine escano per evitare la proliferazione. Gli apicoltori sono seriamente preoccupati perché sanno cosa sta succedendo dove la velutina si è radicata. Sono allo studio dei sistemi per il contenimento, ma al momento si usano bottiglie trappola che non sono particolarmente efficaci. Il Veneto e l'Emilia si sono mosse per il monitoraggio, ora si attendono fondi anche dalla Lombardia.

Giorgio Pinotti