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Castellaro dà l’addio a Luciana Mulas, fotografa dei colli

Sorella del celebre Ugo, ha dedicato la sua vita agli scatti. Nel suo obiettivo il teatro, il cinema, l’arte e l’architettura 

MONZAMBANO (Castellaro). L’Alto mantovano perde Luciana Mulas, fotografa e intellettuale, sorella del fotografo Ugo Mulas. Si è spenta dopo quattro mesi dalla scomparsa del compagno e scrittore Giorgio Matteotti.

La passione per la fotografia nasce negli anni ’60 ed è di famiglia, perché Luciana è sorella del noto Ugo Mulas, ma anche l’altro fratello Mario è dedito alla fotografia e Luciana, fotografa autodidatta, lavora per gli spettacoli del Piccolo teatro di Milano. Da quel momento la sua vita viene dedicata interamente alla fotografia e sono molte le collaborazioni con importanti riviste (tra le quali Amica, Arte, Data Manager, Grazia, Interni, New York Times, Tempo Medico, Welcome) ma anche con enti o manifestazioni come la Triennale di Milano, la V International Photomeeting di San Marino, l’assessorato alla cultura di Biella, e Regione Lombardia.

Luciana Mulas agli esordi
Luciana Mulas agli esordi

Dagli anni ’70, affascinata dal cinema e dal teatro, inizia a fotografare una lunga serie di personaggi del mondo dello spettacolo, dell’arte e della politica. La sua fotografia, però, è nota anche per aver frequentato altri ambiti e non solo quello del ritratto, tra cui, ad esempio, il restauro del Cenacolo di Leonardo per Il New York Times (1980), il suo reportage sui luoghi in cui soggiornò Mozart durante un viaggio italiano per la rivista Paralleli dell’Editoriale Domus (1991), o ancora quello su Biella e dintorni – Architettura da capogiro (2001). Nella sua lunga carriera è stata anche docente di fotografia all’Istituto superiore di architettura e design di Milano.

Grazie alla fotografia gira il mondo e lavora per molti anni a Londra, ma sceglie poi di stabilirsi nell’Alto Mantovano (a Castellaro Lagusello) dove, circa 20 anni fa, decide di vivere con il compagno Giorgio Matteotti. Qualche anno fa a Pozzolengo una grande mostra dei suoi ritratto si è tenuta nell’atelier di Tosi Mobili. In quell’occasione il regista Franco Piavoli, più volte fotografato dalla Mulas, scriveva di lei: «Luciana Mulas ha un rapporto immediato e coinvolgente con le persone e con le cose. Questa immediatezza e umana partecipazione non cessano mai, nemmeno quando tra lei e gli altri c’è di mezzo la macchina fotografica. Anzi, con questo strumento esprime ed esalta l’emozione intercorsa tra soggetto e soggetto, tra soggetto e oggetto. Sia che ritragga una persona, sia che inquadri un ambiente o semplicemente una cosa, per Luciana Mulas la scelta mentale e stilistica è sempre preceduta da quella emotiva. Per questo l’autrice ci restituisce l’essenza, l’anima delle persone e delle cose, la loro più segreta ed intima vitalità».

Luca Cremonesi
 

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