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Il baronetto della canzone con un record di successi

Una miscela vincente di arte e kitsch per una star che regala emozioni

MANTOVA. Ci sono stati Gershwin e Cole Porter. Ci sono stati Burt Bacharach e i Beatles. E poi c’è stato Elton John. Se c’è un re della canzone che è riuscito a restare sul trono nel secolo scorso e in quello in corso, è certamente lui, Reginald Kenneth Dwight, in arte Elton John, autore, compositore, cantante, performer che, obbiettivamente, non ha eguali nel mondo del pop e che, ancora oggi, è sovrano del mondo della canzone.

Mondo che ha contribuito a modellare: il suo avvento, all’alba degli anni Settanta, ha riportato la canzone al centro della scena, dopo anni in cui, complice la rivoluzione del rock, la forma canzone era stata strapazzata in lungo e in largo da legioni di sperimentatori e avventurieri, che ne avevano superato i limiti e varcato i confini.

Il giovane Elton, invece, aveva intuito che il rinnovamento della canzone passava per la sua riscoperta, per la sua, per così dire, rifondazione. I suoi esordi, dunque, sono nel solco della tradizione dei migliori “singer-songwriter”, ma una volta presa coscienza delle proprie doti e delle proprie possibilità, Elton volge subito la sua attenzione altrove. Verso il Glam, con le sue piume di struzzo e le sue pailettes, gli zatteroni e gli abiti vistosi, frontiera di libertà espressiva e personale.

Ma lui non pensa al glam rock, all’elettricità di Bowie o di Marc Bolan, alle sofisticate atmosfere dei Roxy Music o al clamore colorato di Sweet e Slade. No, Elton John mette le ali al glam, mescola il rock’n’roll degli anni Cinquanta ai colori della nuova scena, scrive canzoni che hanno il gusto della novità, ma le radici saldamente piantate nella tradizione della grande canzoni pop. Ed è in questa singolare quanto spettacolare miscela di arte e kitsch che Elton John scopre la sua assoluta grandezza. E da quel momento in poi ogni sua scelta, ogni sua svolta, ogni suo gesto creativo, metterà in luce non solo le sue doti di autore, compositore, cantante, performer, ma anche e soprattutto la sua straordinaria originalità.

Sono passati molti anni dall’esplosione del glam, oggi Elton John è Sir Elton, nel suo palmares ci sono un’infinità di dischi venduti, premi di ogni ordine e grado, Oscar compreso, concerti in tutto il mondo (ed è anche uno dei pochi ad aver suonato in tutti, ma proprio tutti, gli Stati Uniti d’America), le sue canzoni gli hanno fatto meritare un successo planetario e costante.

Ma soprattutto Elton John è diventato uno dei più prolifici e amati autori della canzone contemporanea: canzone che nelle sue mani è diventata molte cose diverse, musical e arte, divertimento e nostalgia, una straordinaria miscela di rock, funk, disco, dance, pop, folk, blues, gospel e tanto altro ancora, un contenitore di emozioni e melodie che ogni volta si rinnova.

Inutile elencare i suoi successi, sono troppi, e molti li ascolterete nel concerto che Sir Elton proporrà stasera a Mantova. Ma è bello ricordare che Elton John, al pari di Gershwin e Porter, di Bacharach e dei Beatles, ha scritto una parte importante e insostituibile della colonna sonora della modernità e della nostra vita. Immaginare i nostri anni senza le canzoni di Elton John è impossibile, anzi è piuttosto triste. Perché molte delle sue canzoni, anche per quelli che non sono fan del grande artista inglese, fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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