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Tutti in coda per Elton

Per il Sir appassionati anche dal Brasile E per i “nuovi” Mantova «una bella scoperta»

MANTOVA. Davanti alla transenna del varco di via Cavour già dalle 15,30 c’è una cinquantina di giovani dell’Elton John italian Fan club. Vengono da Taranto, Roma, Como, Forte dei Marmi, Pescara. Sventolano i biglietti, la copertina di un disco vintage e cantano in coro Your Song, una delle più belle canzoni d’amore di sempre. «Siamo il fan club ufficiale, il più importante, con 800 soci, ormai ci conosciamo tra noi». L’età con Elton John non è un problema, quando lui ha cominciato metà del pubblico non era nato, ma «un mito, è un mito, non delude mai» raccontano. «Le seguiamo ovunque, siamo i suoi stalker» scherzano.

Non delude nemmeno Elton John quando un concerto prenotato da mesi viene annullato. È successo a una coppia, a cui i biglietti erano stati regalati dalla figlia Alice di 27 anni. «Appena saputo di Mantova, ci ha riprovato» spiegano Patrizia e Paolo di Vigoleno (Piacenza).



Gli spettatori che vengono da più lontano sono una famiglia di San Paolo del Brasile, Denis, Shirley e la figlia Anna Carolina di 16 anni. «Io sono di origine italiana, ma purtroppo non so di dove – dice la donna – mio marito portoghese. Per la prima volta siamo venuti in Italia in vacanza, non sapevamo di Mantova, siamo venuti per Elton John e abbiamo scoperto una città bellissima». Da Berlino invece vengono Cornelia e Cristian, due distinti signori tedeschi che cenano sotto i portici. Sorpresi dalla bellezza di Mantova anche Lucia e Riccardo di Macerata. Lui le ha regalato il biglietto per il suo compleanno, lei è ingegnere e lavora in Comune. «Io sono più rockettaro – spiega lui – ho sentito anche Rolling Stones, Bon Jovi, Bob Dylan». È un chitarrista che già suona e spera di sfondare Alessandro Facassetti di Sondrio, qui con la sorella Gaia di 17 e il padre Ivan di 50. «Mi piacciono molto anche le collaborazioni che ha avuto Elton John. A Londra sono andato a Westminster per vedere dove aveva cantato Candle in the wind per lady Diana».

Una coppia opta per stare un poco distaccata dalla coda «Tanto i posti sono tutti buoni». Vengono da Cerea e preferiscono Mantova, «così intima e culturale» alla loro Verona più commerciale. Sono affezionati al Bibiena e del Festivaletteratura citano Lella Costa. «Ai concerti andiamo poco perché siamo spesso all’estero per lavoro, ma Elton John non potevamo perderlo» dicono Carlo De Fanti e Gabriella Visentini. Tra i primi arrivati anche Iman ed Emma di Reggio Emilia, un gruppo abruzzese (Maurizio Cerquati e Antonella Merletti di Pineto) con Alessandra Ricci di Giulianova e Tarcisio Vattilana di Alba Adriatica. E una coppia del lago di Bracciano, Pietro e Antonella. Anche loro hanno ricevute i biglietti in regalo dalle figlie Laura Chiara e Maria Novella. Stefania è venuta da sola da Sassari con il suo zainetto. Tina e Giacomo da Mottola (Taranto) portati dai figli Annalisa e Gianluca che lavorano a Milano e avevano già sentito Elton John al Forum tre anni fa.

C’è anche chi non è riuscita a comprare il biglietto perché aspettava che uscisse la data della laurea al conservatorio. È la cantante Federica Grazia. «Quando avevo 15 anni l’avevo sentito al Pavarotti & Friends a Modena, ma aveva cantato solo due pezzi». «Venire a sentire Elton John in bicicletta è il massimo» commentano tre mantovani, Chiara cranio rasato e ciuffo, Gaia capelli rosa e turchese, e Alessandro.

Alle 18,40 ormai la coda arriva in piazza Broletto. E ancora un complimento a Mantova, da Gianna Pagliari e Ivan Panizzi di Boretto. «Una vera capitale della cultura».

Maria Antonietta Filippini
 

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