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Dopo il rogo il rischio di crolli

Via alle verifiche dei vigili del fuoco nel capannone pericolante. L’ipotesi dolo non ancora esclusa

Spenti anche gli ultimi focolai, i vigili del fuoco si preparano a entrare nei tre capannoni della zona artigianale del Gombetto distrutti dalle fiamme. Un’operazione che, secondo quando riferito dallo stesso comandante Cristiano Cusin, dovrà essere eseguita con la massima precauzione. Ora c’è il pericolo di crolli imminenti. Il sopralluogo deve comunque essere fatto al più presto per stabilire l’origine del rogo. Al momento l’ipotesi più accreditata è che il devastante incendio sia scoppiato per cause accidentali ma solo con le verifiche all’interno si potrà escludere con certezza che il rogo sia stato appiccato volontariamente. Sul caso, comunque, sta indagando la polizia, intervenuta sabato notte insieme ai pompieri.

In corso anche indagini ambientali da parte dell’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale: dovranno stabilire se la combustione del materiale distrutto dalle fiamme ha rilasciato nell’aria o a terra sostanze nocive o tossiche. Nel frattempo il sindaco di Porto Mantovano, Massimo Salvarani, è corso ai ripari con tre ordinanze che impongono ai proprietari dei tre capannoni interessati dall’incendio, dichiarati inagibili, lo smaltimento dei rifiuti entro una settimana. Fino a quel momento rimane il divieto assoluto di avvicinarsi: le strutture dovranno essere prima puntellate per garantire la sicurezza.

L’incendio, secondo i primi accertamenti, si sarebbe sviluppato all’esterno del capannone di proprietà dell’imprenditore cinese Yang Ranjung, da un mucchio di sterpaglie. Resta da capire in che modo abbiano preso fuoco gli arbusti alle due di notte. L’imprenditore, che viveva al piano soppalcato dello stabile, si è svegliato, ha visto le fiamme e con la moglie ha tentato di spegnerle con gli estintori. Poi ha provato a chiamare con il telefonino i vigili del fuoco ma, forse preso dal panico, non è riuscito a comporre il numero. E intanto le fiamme si sono propagate nello stabile. L’allarme è scattato grazie alla telefonata di una guardia giurata di passaggio. Ma ormai era tardi. I pompieri sono arrivati in via Atene in forze. Tredici gli uomini, soltanto nel primo turno, che hanno lavorato senza sosta per cercare di arginare un danno ingentissimo. Il fuoco ha divorato un magazzino di bici elettriche e reggiseni, oltre a numerosi oggetti domestici di uso quotidiano. Da lì si sono spostate al magazzino accanto, quello di Crescimbeni automazioni, dove ha distrutto alcuni automezzi. Per fortuna solo pareti annerite nel terzo dei capannoni dove sono ammassati i barattoli di colore della Marcazzan Tinteggiature.

Le fiamme hanno anche aggredito delle bombole di acetilene. Una di queste è esplosa ma per fortuna è saltata la valvola. A subire il danno più consistente è stato l’imprenditore cinese. Nell’incendio è andata distrutta merce per oltre mezzo milione di euro, al quale si devono aggiungere quelli relativi alla struttura. Anche ieri mattina i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo ma le verifiche vere e proprie saranno eseguite nella giornata di oggi.
 

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