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Il cielo pieno di palloncini. Carezza per Eric e Marco

Commossa cerimonia per ricordare i due bambini scomparsi un anno fa. La messa, canzoni e una raccolta fondi per comprare un’ambulanza pediatrica

DOSOLO. «Oggi sentiamo un calore che non ci disturba, perché è il calore della fraternità. Non siamo qui per celebrare un secondo funerale, né per metterci tutti a piangere, anche se la commozione c’è; siamo qui perché siamo certi che il Signore abbia dato a questi nostri piccoli fratelli, Marco ed Eric, la gioia più grande che loro oggi vogliono condividere con noi, in modo speciale con i loro cari». Queste le parole pronunciate ieri, sotto la fresca ombra dei verdi alberi dell’oratorio di Dosolo, dal parroco di Dosolo don Alessandro Cappelletti. A un anno di distanza la comunità del paese si è riunita per non dimenticare Marco Scaravelli ed Eric Bale, i due bambini di sei e nove anni deceduti nel luglio 2016, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, in seguito a due differenti incidenti. Il primo avvenne su una minimoto in un circuito di Viadana. Il secondo bambino fu investito da un’auto in paese mentre attraversava la strada con la bici.

«Come si fa a mettere insieme festa e gioia con il ricordo così straziante della perdita di questi bimbi? – si è interrogato il parroco – È possibile, perché sappiamo di non averli persi e perché con Dio è possibile tutto, anche mettere insieme il pianto con la gioia, la festa con tutti i ricordi più dolorosi che possiamo avere». Ad allietare la cerimonia, svoltasi ai piedi del crocifisso con le fotografie e i nomi dei due bimbi, le soavi voci bianche dei ragazzi e dei bambini del Grest, accompagnati con la chitarra, il bongo e il tamburello dalle suore brasiliane Serve di Maria del Cuore di Gesù. Dietro all’altare, appoggiato alla cancellata aperta del parco giochi dedicato ai due bimbi, lo stesso pannello colorato realizzato da una ragazza di Dosolo per il funerale di Eric, rappresentante un tramonto con la scritta «Buon Viaggio». «La data del 16 luglio 2016 sarà ricordata dalla nostra famiglia come la data in cui la possibilità di crescere e di diventare grande che aveva nostro figlio, sarà passata ad altri bimbi – ha letto, a nome dei genitori di Marco, un’amica di famiglia, tra gli applausi -, in cui la forza e la generosità di nostro figlio e l’amore per la vita che il nostro piccolo ci ha sempre dimostrato con i suoi gesti e con il suo atteggiamento positivo, saranno offerti ad altri. Oggi, se un bimbo corre, gioca e sorride è grazie a Marco. Oggi, se una ragazzina ama, ride e sogna è grazie a Marco. Marco vive e vivrà sempre in loro. Questo è donare. Questo è Marco».

All’uscita dell’oratorio, a offerta libera, c’erano tre diversi tipi di ricordini per sostenere, nell’acquisto di un’ambulanza pediatrica, la Croce Verde di Viadana, la prima a soccorrere Scaravelli. «Ciao Marco» è stato il saluto di mamma Loreta quando, mano nella mano con papà Cristian, ha lasciato andare i propri palloncini bianchi a forma di cuore, dando così il via al lancio di più di trecento palloncini.

 

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