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Mantova, picchiata ragazza incinta 

La ventenne assalita in viale Fiume è al quinto mese: «Temo per il mio bimbo». Giallo sul pestaggio di un’altra giovane nel parcheggio dell’Iper Favorita

MANTOVA. Aggredita e spintonata in strada è finita al pronto soccorso. Vittima dell’ennesimo, squallido episodio di violenza  una ventenne al quinto mese di gravidanza. Il bimbo che porta in pancia a quanto pare non ha avuto conseguenze e la giovane è stata dimessa con alcuni giorni di prognosi.

Sta a lei ora decidere se denunciare il suo aggressore che in ospedale ha detto di conoscere o se lasciar perdere. Il periodo di malattia che ne è derivato non supera i quaranta giorni, quelli che fanno scattare la denuncia d’ufficio.

Il fatto è avvenuto in viale Fiume. Sono circa le diciotto quando la ragazza, che forse è già in compagnia dell’aggressore, viene spintonata. Cade a terra e mentre si rialza chi l’ha assalita si toglie rapidamente di torno. Da viale Fiume all’ospedale la distanza è breve e la ventenne, sapendo di essere incinta, non esita a raggiungere il pronto soccorso. Viene visitata e sottoposta ai necessari accertamenti in ragione anche del suo stato. Niente di grave, per fortuna, in caso contrario i medici l’avrebbero trattenuta in osservazione.

Non è stata, purtroppo, in questi giorni, l’unica aggressione nei confronti di una donna. Venerdì 21 luglio mattina, poco dopo le nove, si è presentata al Carlo Poma una ventiquattrenne che ha raccontato ai medici di essere stata presa a calci e pugni da uno sconosciuto nel parcheggio dell’Ipercoop di viale della Favorita. È davvero strano che qualcuno se la prenda, così all’improvviso, con una persona che non conosce. La verità è forse un’altra, ma le botte ci sono state per davvero e i segni dell’aggressione ben visibili e sfociati in un trauma cranico. Dopo essere stata medicata la giovane, che abita a Villimpenta, è stata dimessa con una prognosi di guarigione di sette giorni. Due casi di violenza sulle donne nel giro di pochi giorni suona come un nuovo campanello d’allarme.

Non si può non ricordare che oltre cento donne in Italia ogni anno vengono uccise da uomini che quasi sempre dicono di amarle. E che a migliaia vengono ferite o fatte oggetto di violenza. Caso emblematico quello dell’8 marzo scorso a Frassino, dove una giovane madre, accoltellata a un occhio dall’ex compagno, è rimasta gravemente ferita.

Anche una terza aggressione è stata denunciata in queste ore al pronto soccorso. Quella di un 23enne che le ha prese da un conoscente, a quanto pare un amico, per futili motivi. A quanto pare dietro la vicenda non ci sarebbero rivalità o contese particolari ma un bicchiere, o anche due, di troppo. Le denunce sono sul tavolo della polizia di Stato, pronte per essere approfondite.
 

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