Quotidiani locali

Vai alla pagina su New Noise
Il fascino immortale di Londra, capitale delle sottoculture
musica

Il fascino immortale di Londra, capitale delle sottoculture

Una giovane mantovana racconta la sua esperienza: "Ho deciso di trasferirmi a Londra, spinta principalmente da una forte passione per le correnti musicali e gli stili di moda ad esse associati - le cosiddette subcultures o youth cultures – che vi hanno avuto origine, e da un desiderio di uniformarmi alle tradizioni locali piuttosto che frequentare le solite mete turistiche"

LONDRA. Londra si conferma ogni anno tra le mete turistiche preferite dagli Italiani e in migliaia l’hanno scelta come sede. Ma quanti possono dire di essersi portati a casa una vera esperienza British al rientro dalle vacanze o al termine della loro avventura nella capitale britannica?

Cresciuta tra Ponti Sul Mincio e Peschiera del Garda, non appena terminati i miei studi presso la sede di Mantova del Politecnico di Milano, ho deciso di trasferirmi a Londra, spinta principalmente da una forte passione per le correnti musicali e gli stili di moda ad esse associati - le cosiddette subcultures o youth cultures – che vi hanno avuto origine, e da un desiderio di uniformarmi alle tradizioni locali piuttosto che frequentare le solite mete turistiche.

Sebbene Londra offra diversi tour a pagamento che ripercorrono le vie e i locali legati agli artisti che hanno fatto la storia della musica britannica, la mia esperienza nella capitale unita alle varie ricerche condotte durante il mio corso universitario presso Richmond University mi ha portato ad individuare i migliori locali e negozi dove è ancora possibile percepire un’atmosfera old-fashioned, ispirata alla musica e allo stile delle subcultures.

Prima meta è stata Camden Town, la zona più alternativa della città. Seppur afflitta dai recenti incendi e da un piano di rinnovamento che rischia di comprometterne l’originalità, l’eccentrico quartiere rimane la culla della nascita del Punk negli anni ’70, e soprattutto il luogo dove ognuno si sente libero di esprimere il proprio stile. Districandosi tra frotte di turisti che inondano le strade e lasciate alle spalle le bancarelle che vendono i soliti souvenir a prezzi gonfiati, si può raggiungere il leggendario Modfather, negozio approvato e frequentato dal Modfather in persona: Paul Weller.

Sebbene abbia dovuto abbandonare la precedente ubicazione che rientra nella rinnovata area ristorazione del mercato, il negozio rimane all’interno dello Stables Market e continua ad offrire completi, parka, polo e quant’altro, il tutto in vero stile Mod. Collocato a due passi dal Modfather, il nuovo spazio aperto da Dr. Martens è molto più di un negozio: accanto ai vari modelli della mitica calzatura è possibile ammirare un’esposizione di memorabilia che ripercorre la storia del marchio e del suo rapporto con la musica Ska, Reggae, Punk, Rock ed i suoi protagonisti.

Nella stessa stanza è presente un palco allestito per ospitare ogni settimana diversi Dj e musicisti. Il negozio espone inoltre una collezione creata appositamente per Camden introvabile altrove, ed offre la possibilità di personalizzare il proprio paio di Dr. Martens. I due negozi costituiscono l’inizio di un “angolo subculture” nel cuore del mercato più famoso della città. Il modo migliore per conoscere le abitudini dei Londinesi è uscire la sera, quando la maggior parte dei turisti sono in albergo, sfiniti da estenuanti camminate per riuscire a visitare il maggior numero di attrazioni possibili, che di certo a Londra non mancano.

Il Dublin Castle è uno dei primi pub a cui mi sono affezionata. Appena entrati, ad attrarre l’attenzione da sopra al bancone è la foto autografata da Sugg, cantante dei Madness, che hanno infatti iniziato la loro carriera sul palco del locale. Il pub è successivamente diventato uno dei centri principali del Britpop negli anni ‘90 e della seguente scena indie. Diventata cliente regolare, un po’ come lo fu Amy Winehouse, non potevo credere di essermi persa il concerto segreto che i Libertines vi suonarono. Spinta dalla delusione, ho iniziato a frequentare un po’ meno il Dublin e ho invece scoperto The Elephant’s Head, collocato a pochi passi dalla stazione di Camden Town. Il pub raduna appassionati di musica di tutte le età e dalle più bizzarre combinazioni di capi d’abbigliamento.

Durante i weekend, un Dj che purtroppo non ho potuto conoscere perché a detta del proprietario del locale “è troppo old-school per essere intervistato”, suona i migliori pezzi Ska, Reggae e Rock&Roll, non solo per il suo fedelissimo pubblico, ma anche per gli avventori occasionali. Seconda tappa obbligatoria è stata Carnaby Street, la via del quartiere di Soho protagonista di varie canzoni e della Swinging London degli anni ’60. In una delle viette laterali, Sherry’s sopravvive all’invasione dei grandi marchi che hanno sostituito i precedenti negozi indipendenti, vantando un’offerta di collezioni di abbigliamento di qualità britannica, edizioni limitate e marchi esclusivi. Aperto nello stesso anno dell’uscita di Quadophenia, film cult basato sull’omonimo album degli Who, Sherry’s ha costruito nei suoi 40 anni di attività un largo seguito di clienti influenti provenienti dagli ambienti della musica e del cinema.

Nella stessa zona di Soho ho voluto poi assolutamente visitare il St Moritz Club, uno spazio sotterraneo di dimensioni alquanto limitate dove Joe Strummer suonò prima di fondare i Clash. Il locale ha mantenuto lo stesso aspetto dagli anni ’60 e continua a radunare amanti di Jazz, soul, Rock&Roll, R&B e del Glam Rock. Mimetizzato tra I negozi di Oxford Street c’è poi il leggendario 100 Club, che avendo aperto nel 1942 ha visto l’alternarsi delle varie correnti musicali e dei suoi protagonisti: Dal Blues di Muddy Waters and BB King, il Rock degli Who e dei Kinks, il Punk dei Sex Pistols, fino al Reggae degli anni 70. Il locale è stato inoltre promotore del movimento Northern Soul ed ha ospitato i primi concerti dei protagonisti del Britpop Oasis e Blur, fino alle più recenti band degli anni 2000. Essendo tutt’ora considerato una vera istituzione, il club continua ad offrire il suo palco a concerti segreti di gruppi storici e ad essere protagonista di documentari sulla storia delle subcultures. Abitando nella zona Est della Città, ho avuto l’occasione di scoprire anche le perle nascoste di questa parte di Londra. Primo tra tutti il Moth Club, a pochi passi dalla stazione di Hackney Central, tuttora al top della mia lista personale dei locali che offrono la migliore selezione musicale e i clienti più stilosi. Aperto come ritrovo esclusivo per veterani militari, dal 2015 ospita feste, musica live, quiz e proiezioni di vecchi film. Il profumo di incenso ed il soffitto a volte dorate offrono un’atmosfera retro quasi surreale, dove Dj suonano pezzi rari, ma anche qualche brano conosciuto.

Shoreditch è una delle aree attualmente più cool della città, ma accanto a trendy club e bar sopravvive The Old Blue Last, il pub che anche Shakespeare usava frequentare. Acquistato nel 2004 dalla controversa rivista Vice, è oggi, a mio parere, il miglior indie pub della città, che offre, ad ingresso libero, musica live quasi ogni sera. Sappiamo bene quanto noi Italiani non possiamo rinunciare al caffè, ed infatti uno dei locali che ho voluto testare recentemente è Lo Scooter caffè, a pochi minuti dalla stazione di Waterloo. Disposto su due piani con una piccola terrazza, il bar è caratterizzato da un’atmosfera ispirata alla Vespa, con tanto di scooter in vetrina, che ha costituto, insieme alla mitica Lambretta, un elemento fondamentale della cultura Mod. Specialmente oggigiorno che i concerti sono minacciati da attentati terroristici e locali leggendari hanno dovuto chiudere i battenti per stare al passo con la crescente gentrificazione, è l’occasione migliore per dimostrare un po’ di supporto per la cultura di una capitale che, come recita un aerostato che aleggia sopra Carnaby Street, “accoglie il mondo”, e lotta il più velocemente possibile per ricucire le sue ferite e offrire un’esperienza sicura ai turisti e ai suoi abitanti.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista