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Il fascino immortale di Londra, capitale delle sottoculture

Una giovane mantovana racconta la sua esperienza: "Ho deciso di trasferirmi a Londra, spinta principalmente da una forte passione per le correnti musicali e gli stili di moda ad esse associati - le cosiddette subcultures o youth cultures – che vi hanno avuto origine, e da un desiderio di uniformarmi alle tradizioni locali piuttosto che frequentare le solite mete turistiche"

LONDRA. Londra si conferma ogni anno tra le mete turistiche preferite dagli Italiani e in migliaia l’hanno scelta come sede. Ma quanti possono dire di essersi portati a casa una vera esperienza British al rientro dalle vacanze o al termine della loro avventura nella capitale britannica?

Cresciuta tra Ponti Sul Mincio e Peschiera del Garda, non appena terminati i miei studi presso la sede di Mantova del Politecnico di Milano, ho deciso di trasferirmi a Londra, spinta principalmente da una fort ...

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LONDRA. Londra si conferma ogni anno tra le mete turistiche preferite dagli Italiani e in migliaia l’hanno scelta come sede. Ma quanti possono dire di essersi portati a casa una vera esperienza British al rientro dalle vacanze o al termine della loro avventura nella capitale britannica?

Cresciuta tra Ponti Sul Mincio e Peschiera del Garda, non appena terminati i miei studi presso la sede di Mantova del Politecnico di Milano, ho deciso di trasferirmi a Londra, spinta principalmente da una forte passione per le correnti musicali e gli stili di moda ad esse associati - le cosiddette subcultures o youth cultures – che vi hanno avuto origine, e da un desiderio di uniformarmi alle tradizioni locali piuttosto che frequentare le solite mete turistiche.

Il Dublin Castle è uno dei primi pub a cui mi sono affezionata. Appena entrati, ad attrarre l’attenzione da sopra al bancone è la foto autografata da Sugg, cantante dei Madness, che hanno infatti iniziato la loro carriera sul palco del locale. Il pub è successivamente diventato uno dei centri principali del Britpop negli anni ‘90 e della seguente scena indie. Diventata cliente regolare, un po’ come lo fu Amy Winehouse, non potevo credere di essermi persa il concerto segreto che i Libertines vi suonarono. Spinta dalla delusione, ho iniziato a frequentare un po’ meno il Dublin e ho invece scoperto The Elephant’s Head, collocato a pochi passi dalla stazione di Camden Town. Il pub raduna appassionati di musica di tutte le età e dalle più bizzarre combinazioni di capi d’abbigliamento.

Durante i weekend, un Dj che purtroppo non ho potuto conoscere perché a detta del proprietario del locale “è troppo old-school per essere intervistato”, suona i migliori pezzi Ska, Reggae e Rock&Roll, non solo per il suo fedelissimo pubblico, ma anche per gli avventori occasionali. Seconda tappa obbligatoria è stata Carnaby Street, la via del quartiere di Soho protagonista di varie canzoni e della Swinging London degli anni ’60. In una delle viette laterali, Sherry’s sopravvive all’invasione dei grandi marchi che hanno sostituito i precedenti negozi indipendenti, vantando un’offerta di collezioni di abbigliamento di qualità britannica, edizioni limitate e marchi esclusivi. Aperto nello stesso anno dell’uscita di Quadophenia, film cult basato sull’omonimo album degli Who, Sherry’s ha costruito nei suoi 40 anni di attività un largo seguito di clienti influenti provenienti dagli ambienti della musica e del cinema.

Nella stessa zona di Soho ho voluto poi assolutamente visitare il St Moritz Club, uno spazio sotterraneo di dimensioni alquanto limitate dove Joe Strummer suonò prima di fondare i Clash. Il locale ha mantenuto lo stesso aspetto dagli anni ’60 e continua a radunare amanti di Jazz, soul, Rock&Roll, R&B e del Glam Rock. Mimetizzato tra I negozi di Oxford Street c’è poi il leggendario 100 Club, che avendo aperto nel 1942 ha visto l’alternarsi delle varie correnti musicali e dei suoi protagonisti: Dal Blues di Muddy Waters and BB King, il Rock degli Who e dei Kinks, il Punk dei Sex Pistols, fino al Reggae degli anni 70. Il locale è stato inoltre promotore del movimento Northern Soul ed ha ospitato i primi concerti dei protagonisti del Britpop Oasis e Blur, fino alle più recenti band degli anni 2000. Essendo tutt’ora considerato una vera istituzione, il club continua ad offrire il suo palco a concerti segreti di gruppi storici e ad essere protagonista di documentari sulla storia delle subcultures. Abitando nella zona Est della Città, ho avuto l’occasione di scoprire anche le perle nascoste di questa parte di Londra. Primo tra tutti il Moth Club, a pochi passi dalla stazione di Hackney Central, tuttora al top della mia lista personale dei locali che offrono la migliore selezione musicale e i clienti più stilosi. Aperto come ritrovo esclusivo per veterani militari, dal 2015 ospita feste, musica live, quiz e proiezioni di vecchi film. Il profumo di incenso ed il soffitto a volte dorate offrono un’atmosfera retro quasi surreale, dove Dj suonano pezzi rari, ma anche qualche brano conosciuto.

Shoreditch è una delle aree attualmente più cool della città, ma accanto a trendy club e bar sopravvive The Old Blue Last, il pub che anche Shakespeare usava frequentare. Acquistato nel 2004 dalla controversa rivista Vice, è oggi, a mio parere, il miglior indie pub della città, che offre, ad ingresso libero, musica live quasi ogni sera. Sappiamo bene quanto noi Italiani non possiamo rinunciare al caffè, ed infatti uno dei locali che ho voluto testare recentemente è Lo Scooter caffè, a pochi minuti dalla stazione di Waterloo. Disposto su due piani con una piccola terrazza, il bar è caratterizzato da un’atmosfera ispirata alla Vespa, con tanto di scooter in vetrina, che ha costituto, insieme alla mitica Lambretta, un elemento fondamentale della cultura Mod. Specialmente oggigiorno che i concerti sono minacciati da attentati terroristici e locali leggendari hanno dovuto chiudere i battenti per stare al passo con la crescente gentrificazione, è l’occasione migliore per dimostrare un po’ di supporto per la cultura di una capitale che, come recita un aerostato che aleggia sopra Carnaby Street, “accoglie il mondo”, e lotta il più velocemente possibile per ricucire le sue ferite e offrire un’esperienza sicura ai turisti e ai suoi abitanti.