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Anziani, minori e disabili Cgil: «I soldi non bastano»

Il fondo sociale regionale ha previsto la stessa cifra dell’anno scorso: 2,4 milioni. Il sindacato: «Ma le famiglie assistite dai servizi sociali sono in aumento» 

MANTOVA. Negli ultimi undici anni il trend è sempre stato in discesa, con un taglio complessivo che dal 2006 a oggi ha sfiorato il 50%.

L’ultimo stanziamento del fondo sociale regionale per la provincia di Mantova, almeno per il 2017, è rimasto pressoché invariato, con una riduzione di appena 6mila euro (l’anno prima il calo fu di 200mila euro).

I 2 milioni e 450mila euro che la Regione ha assegnato come quota di cofinanziamento dell’offerta sociale per minori, famiglia, disabili e anziani saranno suddivisi tra gli ambiti territoriali dell’Ats Val Padana e finiranno nelle casse dei Comuni per l’erogazione dei servizi.

Ma la Cgil suona comunque il campanello d’allarme, visto che a fronte di uno stanziamento invariato i bisogni sul territorio sono aumentati.

«In questi anni – rileva la Cgil in una nota – il Fondo Sociale Regionale ha segnato una costante diminuzione per i nostri distretti: nel 2006 ammontava a 4.468.607 euro, sceso a 2.657.154 nel 2015, fino a ricevere un’ulteriore riduzione di 200mila euro lo scorso anno. Per la nostra Provincia questo processo in discesa si è tradotto in un taglio del 45% in dieci anni e dal 2015 al 2016 nell’8% in meno. Anche nel 2017 nei distretti mantovani avremo una leggera flessione, passando da 2.456.677 a 2.450.501 euro».

«Fin dallo scorso anno abbiamo espresso il nostro giudizio negativo per le possibili conseguenze della riduzione delle risorse sui servizi e sulle azioni previste dalla programmazione dei Piani di Zona – sottolinea Donata Negrini della segreteria della Cgil di Mantova – non possiamo che manifestare anche oggi la nostra profonda preoccupazione, dal momento che anche quest’anno non ci saranno risorse in più per far fronte a una situazione socioeconomica fortemente critica, che sta peggiorando. Il quadro generale di crisi, con una disoccupazione triplicata negli ultimi dieci anni e la mancanza di ammortizzatori sociali, ha creato un disagio sempre crescente e nuove fragilità. A Mantova, ad esempio, i nuclei familiari assistiti dai servizi sociali sono passati da 732 nel 2015 a 909 nel 2016».

Secondo la rappresentante sindacale il dato è allarmante: «Segnalato nella stessa delibera regionale e registrato in tutta la nostra provincia, preoccupa soprattuttol’aumento esponenziale di casi di minori in difficoltà, con un incremento non solo numerico ma anche della complessità delle dinamiche familiari. Gli stessi documenti programmatici 2015-2017 dei Piani di Zona hanno posto in evidenza le difficoltà legate alla congiuntura economica negativa e alla scarsità delle risorse disponibili, sottolineando inoltre che i danni della crisi non si limitano a pesare sul piano materiale, ma nelle famiglie generano anche problemi identitari e relazionali. Risulta evidente che per far fronte a tali emergenze i servizi sociali dovrebbero avere a disposizione maggiori risorse».

Anche il sindacato regionale, fanno sapere dalla Cgil di Mantova, ha sottolineato, in particolare, la necessità di risorse aggiuntive, di una strategia di gestione integrata delle risorse a livello territoriale e di una verifica dell’impatto effettivo delle risorse stanziate in precedenza.
 

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