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MANTOVA

Ragazzo pestato dai naziskin nel centro di Mantova

E' successo sabato sera davanti ad un locale di via Calvi. I partecipanti al raid sarebbero stati tutti identificati dai testimoni

MANTOVA. Spedizione punitiva di un gruppo di naziskin in pieno centro città. Sono volati sedie e tavoli. Un ragazzo è stato brutalmente colpito in pieno volto ed è finito in ospedale. Decine di giovani hanno assistito alla violenta e fulminea aggressione e alcuni di loro sono rimasti colpiti nella colluttazione prima della rapida fuga della banda. È accaduto nella tarda serata di sabato in via Calvi, di fronte alla Camera di Commercio. Due Volanti, a sirene spiegate, sono arrivate sul posto nel giro di pochissimi minuti, ma i nazi se n’erano già andati.
 

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Con le descrizioni fornite dai testimoni, però, e dalla stessa vittima del pestaggio, gli aggressori sarebbero stati tutti identificati. Si tratta di giovani già noti per la loro appartenenza ai gruppi neofascisti e per essere già stati coinvolti in altre analoghe azioni. Con loro anche alcune ragazze. Ma veniamo all’episodio di sabato sera. Sono circa le undici. Il Teatro delle birre di via Calvi è pieno di ragazzi e molti di loro sono seduti sui tavolini di fronte al locale. All’improvviso irrompe nella piazza un gruppo di giovani. Teste rasate e croci celtiche tatuate sulle braccia. Si muovono come se stessero cercando qualcuno. Tra di loro ci sono anche tre ragazze che entrano nel pub e ordinano una birra.
I maschi invece, dopo essersi aggirati tra i tavolini del locale, individuano la loro preda. Si chiama Lorenzo. I neofascisti si avvicinano a lui e uno di loro sbotta: «Ti abbiamo cercato e ti abbiamo trovato». Il giovane tenta di reagire ma viene di nuovo insultato, ce l’hanno con la maglietta che indossa.
Lo strattonano e poi, all’improvviso, viene colpito da una sberla. Subito dopo uno del gruppo, grande e grosso, si avvicina e gli sferra un pugno violentissimo al volto. Uno contro cinque. Lorenzo cade a terra. Volano le sedie e i tavoli.
La piazza si riempie di urla e di testimoni. Qualcuno chiama la polizia e sul posto accorrono, a sirene spiegate due volanti. Ma il gruppo di naziskin è già sparito.
Gli agenti cominciano a raccogliere le testimonianze dei presenti, compresa quella della vittima del pestaggio. Gli aggressori vengono riconosciuti, uno in particolare che, a quanto pare, abita a San Benedetto Po.
Dopo aver reso le sue dichiarazioni ai poliziotti Lorenzo si è fatto accompagnare al pronto soccorso dove si è fatto medicare.
Quando i naziskin sono arrivati in via Calvi qualcun altro, che si trovava nella birreria, li ha riconosciuti e si è dileguato: «Temevo che se la prendessero anche con me e con un amico – racconta un giovane – allora ho preferito andarmene per evitare altri guai al gestore del locale».
La polizia nel frattempo avrebbe già identificato l’intero gruppo protagonista del blitz. La maggior parte dei nazi proviene dalla provincia di Verona.
 

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