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Salta il fondo per Mantova gastronomica 

La Camera di Commercio chiude il rubinetto a  Eat Mantua: niente 65mila euro, il Centro Te non ha coinvolto le categorie

MANTOVA. La Camera di Commercio ha negato al Centro internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te il contributo di 65mila euro per le manifestazioni enogastronomiche di Eat Mantua, nell’ambito di Mantova capitale europea della gastronomia. Lo ha fatto con una delibera di giunta votata all’unanimità dai cinque componenti su 9 presenti, tra cui il presidente Carlo Zanetti.

A rivelarlo è il gruppo consiliare di Forza Italia che punta il dito contro il sindaco Palazzi: «Adesso – sostengono Pier Luigi Baschieri, Giuliano Longfils e Andrea Gorgati – toccherà al Comune, e quindi a tutti i mantovani, sborsare i 65mila euro che verranno a mancare dal bilancio di 350mila euro preventivato per quell’iniziativa. Altri soldi – aggiungono – dopo che Via Roma per quelle manifestazioni ha già sganciato un contributo di 105mila euro e un altro integrativo di 160mila, mentre il Centro Te metterà solo 20mila euro». Il Comune e il Centro, però, ritengono che la partita non sia ancora chiusa.

Gli azzurri insistono sulle motivazioni, a loro dire «pesanti», che hanno indotto la giunta camerale, lo scorso 22 giugno, anegare il contributo: «Non hanno coinvolto le imprese del comparto – dice Longfils – a questo punto vorremmo sapere quali sono le aziende che hanno lavorato al Te per la manifestazione Eat Mantua-La cucina mantovana di principi e di popoli».

Nella delibera il mancato accoglimento della richiesta di contributo avanzata dal Centro Te è così motivato: «È mancato, già nelle fasi prodromiche della progettazione dell’iniziativa e, successivamente, nella selezione delle imprese chiamate a collaborare al progetto, il diretto coinvolgimento delle rappresentanze economiche di comparto».

«Lasciare fuori l’economia locale da questa manifestazione è stato un grave errore» affermano in coro i consiglieri di Forza Italia. Che aggiungono: «Quando organizziamo eventi di carattere enogastronomico, non possiamo prescindere dal coinvolgimento dei tanti artigiani e piccoli imprenditori che hanno contribuito a rafforzare l’immagine di questo settore produttivo così importante per il nostro territorio e per il turismo. E dire che Palazzi, a inizio d’anno, parlava di un patto con il mondo economico per rilanciare Mantova».

I tre esponenti azzurri entrano nel merito della manifestazione a Palazzo Te che ha avuto il prologo il 23 giugno scorso con la presentazione di un volume sulla cucina tradizionale mantovana e con il festival della pasticceria, e che proseguirà nei fine settimana, dal 25 agosto al 10 settembre, con il giardino dei sapori (rassegna con video ed assaggi) e il coinvolgimento dei Jeunes restaurateurs d’Europe, a cui si aggiungeranno tre cene evento, nei venerdì tra il 25 agosto e l’8 settembre, riservate a 80-100 persone.

«Sono solo eventi spot, di cui non si può vivere – tagliano corto i tre consiglieri comunali – il patrimonio prezioso lasciato in eredità da Mantova capitale della cultura è in esaurimento ed è ora di cambiare pagina, di essere trasparenti e di organizzare iniziative di qualità». Non lesinano ironia nei confronti del sindaco: «Palazzi ci ha accusato di essere radical chic: ma lui, il Gran Signore, fa pagare al popolo le cenette di 80-100 persone e altri eventi che valgono la miseria di 95mila euro».

Che si aggiungono ad altre voci di costo, puntualmente indicate da Forza Italia: allestimento dell’area espositiva e didattica 40mila euro, progetto scientifico e curatela 40mila, apparati multimediali 30mila, guardianìa del progetto 30mila, promozione del progetto 40mila, allestimento dei giardini 25mila, altre spese 50mila euro.


 

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