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Presi i “santi” delle rapine: assaltavano le tabaccherie

Luise Francesco d’Assisi e Francesco Di Paola Avella in attesa di processo. Sono accusati di una serie di colpi messi a segno nell’Asolano nell’estate 2015  

ASOLA. Sono stati definiti i “santi” delle rapine. Il primo si chiama Luise Francesco d’Assisi, ha 33 anni e indossa spesso i sandali. Il secondo è Francesco di Paola Avella e ha 27 anni. Entrambi sono originari di Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli, ma risiedono nel Mantovano. Ora sono in carcere. La loro sorte giudiziaria sarà decisa ai primi di settembre. Sono considerati gli autori di una serie di rapine e furti messi a segno nell’estate del 2015 a bar e tabaccherie della zona compresa tra Asola, Casalmoro, Acquanegra e Castel Goffredo, con numerose puntate anche nella vicina provincia cremonese.

Sono stati smascherati dai carabinieri a seguito di una serie di intercettazioni, ma, soprattutto, per il modus operandi e le descrizioni coincidenti delle loro vittime. Una trentina i reati di cui dovranno rispondere a vario titolo. L’elenco è lunghissimo. Ne riportiamo solo una piccola parte. Il 7 luglio 2015 rapina alla tabaccheria Fortunarte di Acquanegra sul Chiese. In due armati di pistola si impadroniscono del cassetto del registratore di cassa.

L’11 luglio dello stesso anno, poco prima della mezzanotte, irruzione al Church Café di Asola. La titolare, che viene minacciata con una pistola, è costretta a consegnare 4mila euro. Verso un cliente che tenta di inseguirli viene esploso un colpo d’arma da fuoco. A Casalmoro, il 22 luglio, non si fermano all’alt della polizia locale. Sono in sella a un ciclomotore rubato.

E arriviamo al 12 agosto. Siamo nella tabaccheria di Barchi di Asola. Con il volto coperto da un passamontagna, e armati di pistola, i "santi" s'impadroniscono del denaro contenuto nel registratore di cassa: 2.500 euro. Puntano la pistola alla testa di una commessa e fanno razzia di Gratta e Vinci oltre a vari pacchetti di sigarette e buste di tabacco. Colpi messi a segno, nella maggior parte dei casi, usando per la fuga moto rubate. Anche in questo caso l’elenco è sterminato.

A Casalmoro viene rubato un Malaguti Ciak, a Mantova un Mbk Boster. Ad Asola un Kimco Agility parcheggiato in strada, servito poi per commettere la rapina in un bar a Cadimarco di Fiesse. E ancora una Honda Transalp, anch’essa usata per fuggire dopo l’assalto al bar sul confine bresciano. Ci sono accuse anche per lesioni aggravate nei confronti di un 25enne di Piadena al quale era stato sottratto un telefonino. I due erano stati arrestati anche a Firenze nel 2014, con l’accusa di aver rapinato due tabaccherie.

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