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operazione eccezionale

Da Bari al Poma: paziente gravissimo salvato dal super team

L’ospedale pugliese chiede aiuto: «Solo voi potete operarlo». Triplice intervento cardiovascolare, coinvolti cinque reparti

MANTOVA. La richiesta di aiuto arriva direttamente dall’ospedale di Bari: «Abbiamo un paziente con una grave patologia aortica e sappiamo che voi potreste riuscire a salvarlo».

L’Sos dalla Puglia piomba a Mantova agli inizi di luglio. I medici baresi sanno che al Carlo Poma sono già stati eseguiti con successo interventi di quella natura e che la struttura sanitaria di strada Lago Paiolo, nonostante la distanza, risulta la più vicina in grado di risolvere il caso.

In gravi condizioni c’è un artigiano di 50 anni, che a metà giugno aveva riportato una serie di patologie pesantissime all’apparato cardiaco e vascolare: aneurisma dell’aorta ascendente, insufficienza della valvola aortica e sfaldamento dell’aorta toraco-addominale. Il paziente, che nel frattempo non riesce più a mangiare perché anche una minima assunzione di cibo gli provoca lancinanti dolori addominali, ha già perso dodici chili e la situazione si aggrava di ora in ora.

In piedi il dottor Corrado Lettieri...
In piedi il dottor Corrado Lettieri della Cardiologia


L’unica soluzione è praticare tre interventi in sequenza: riaprire il flusso di sangue dall’aorta ai vasi, sostituire valvola aortica e aorta ascendente e reimpiantare le coronarie. E il Poma è tra le poche strutture al Nord in grado di portare a termine la complessa operazione. Il paziente viene trasferito a Mantova il 16 luglio e l’eccezionale triplice intervento viene eseguito con successo nel giro di una settimana. Ieri, dopo un periodo di riabilitazione, il 50enne è stato dimesso ed è tornato a casa. Missione compiuta.

Artefici del salvataggio due primari dell’ospedale di Mantova: Manfredo Rambaldini, da anni alla guida della Cardiochirurgia, e il collega Stefano Pirrelli, alla direzione della Chirurgia Vascolare dal marzo di quest’anno, che ha operato insieme al collega emodinamista della Cardiologia, Corrado Lettieri. Alla riuscita dell’impresa, che ha ottenuto il plauso di tutto l’ospedale, hanno fornito il loro contributo cinque reparti: Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare, Cardiologia, Rianimazione e Riabilitazione Cardiorespiratoria.

Una testimonianza della sintonia che regna tra i reparti ospedalieri del Poma e tra i loro primari e una conferma di una buona sinergia all’interno del dipartimento Cardio-toraco-vascolare. Con un aspetto da non sottovalutare: la collaborazione in una branca della medicina in continua evoluzione come quella della chirurgia Cardiovascolare moderna.

La sfida di Rambaldini e Pirrelli ha inizio a metà luglio quando i due primari si fanno spedire dai colleghi baresi tutta la documentazione sanitaria: Tac e relazioni cliniche. Il quadro è gravissimo e complesso: occorre impiantare due protesi e riaprire il flusso del sangue verso i vasi di fegato, intestino e reni. L’intervento ha una altissima percentuale di rischio. L’équipe multidisciplinare ne parla con paziente e famigliari e poi, insieme, si decide di procedere. Prima il dottor Pirrelli e il dottor Lettieri riaprono la comunicazione tra l’aorta e i vasi, poi il dottor Rambaldini interviene sul cuore e dopo pochi giorni si procede con il reimpianto delle coronarie.

La tripla operazione ha successo e dopo un periodo post-operatorio in rianimazione il 50enne viene trasferito nella riabilitazione Cardiorespiratoria diretta dalla dottoressa Ornella Tortelli. Ieri le dimissioni e il rientro a Bari.
 

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