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Legami con la mafia: stop al Plaza Cafè

L’interdittiva emessa dalla prefettura dopo la riunione del tavolo interforze: rapporti con famiglie legate alle cosche

VIADANA. Stop al bar di piazzale Libertà. La bacchettata non arriva dal Comune di Viadana, che non ha ancora ultimato la pratica dello sfratto, ma dalla Prefettura di Mantova. Sulla società Plaza srls che gestisce il locale di proprietà dell’amministrazione comunale, palazzo di Bagno ha emesso l’interdittiva antimafia. La Prefettura ha firmato il documento dopo una riunione del tavolo interforze in cui sono state presentate dai carabinieri carte che raccontano i legami tra la società e personaggi legati alla ’ndrangheta. Legami tali da non poter essere ignorati. L’interdittiva, firmata l’ultimo giorno di luglio, è stata notificata questa settimana al Plaza, al Comune di Viadana, e mandata alla Procura di Mantova, alla Dda di Brescia, e a tutti gli enti previsti dalla legge.

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A questo punto pare logico aspettarsi che anche all’ultimo piano del palazzo di giustizia di via Poma ci sia un fascicolo aperto sulle vicende di piazzale Libertà. Una bastonata senza precedenti che va a mettere la parola fine alla melina tra l’amministrazione di Giovanni Cavatorta e la società, costituita con un capitale sociale di 100 euro, di cui sono titolari al 50% Nicola Mungo 41enne originario di Catanzaro residente a Boretto, e per la quota restante Luigi Avantaggiato, 42enne nato in Svizzera e domiciliato nel Leccese. Se Avantaggiato è un personaggio praticamente sconosciuto a Viadana, dove non lo si vede quasi mai, tutt’altra risonanza ha invece il nome di Mungo. Era infatti il gestore del bar MyMo di via Circonvallazione Fosse, punto di ritrovo abituale della comunità di calabresi che vive a Viadana. Il MyMo, per inciso, era di proprietà della società Magia srl, la cui sede legale, in via De Pioppi, coincide con l'abitazione della moglie di Francesco Riillo, fratello di Pasquale arrestato nell' operazione Aemilia, ritenuto un affiliato della cosca degli Arena. Impossibile pensare a una coincidenza.

Riillo è solo il primo nome allarmante per gli inquirenti. Il secondo è quello di Michele Pugliese, eminenza grigia della famiglia sempre legata alla cosca Arena che a Viadana aveva trovato il suo Bengodi, prima del colpo inferto dalla Dda tre anni fa con il sequestro di tutti i beni, alcuni dei quali, appartamenti e garage, proprio a Viadana. Nicola Mungo è cugino di Salvatore Mungo, condannato in primo grado nell’operazione Zarina perché considerato il prestanome di Pugliese, e sua moglie è imparentata con i Giardino, altra famiglia di spicco della ’ndrangheta. Sul Plaza Cafè pesa un'altra ombra. A compilare le pratiche per l'avvio dell'attività del bar, nel 2014, è stato Luigi Serio, il geometra di origine cutrese ex dipendente della società del pentito Giuseppe Giglio finito in cella nell'ambito dell'inchiesta Aemilia. Evidentemente era già impegnato in altre attività, perché secondo i tecnici che hanno preso in mano la pratica dopo di lui, aveva sbagliato tutte le piante e le misurazioni, che altri geometri hanno dovuto rifare da capo dopo la bocciatura delle verifiche. Ora, in attesa di un prevedibile ricorso, la società Plaza srls dovrà lasciare, nei tempi, molto brevi previsti dalla legge, il bar di piazzale Libertà e non potrà più avere contatti con amministrazioni pubbliche.


 

 

 

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