Quotidiani locali

PIAZZALE LIBERTà DEI VELENI 

Lo sfratto non è ancora partito Un buco nero per il Comune

I veleni cominciano a scorrere in piazzale della Libertà nel novembre 2014, quando il commissario prefettizio Isabella Alberti scioglie il contratto con l’Ati Coevit Stone Service per la mancata...

I veleni cominciano a scorrere in piazzale della Libertà nel novembre 2014, quando il commissario prefettizio Isabella Alberti scioglie il contratto con l’Ati Coevit Stone Service per la mancata progettazione dell’area.

Un taglio che l'Ati non gradisce, tanto da aver acceso una vertenza per ottenere un risarcimento di 5,7 milioni. I locali del bar erano stati affittati dalla Coevit alla società MyMo srl, poi variata in Plaza. Un contratto sottoscritto proprio qualche giorno dopo la votazione della sfiducia al sindaco Giorgio Penazzi. Il Plaza, in novembre, avrebbe dovuto seguire le sorti del suo padrone di casa. Invece il bar è rimasto, aperto e funzionante, con gli stessi proprietari, nonostante le intimazioni del sindaco Giovanni Cavatorta, succeduto all’Alberti, a liberare i locali per poterli poi riassegnare ad altri con i titoli adeguati. La società, tra l’altro, risultava priva dei requisiti previsti dalla legge sugli appalti pubblici.

Ma i titolari del bar sembrano sordi e pensano di poter restare: questa ipotesi spiegherebbe perché presentano addirittura allo sportello unico delle attività produttive e commerciali del Comune una pratica di lavori di sistemazione interna con realizzazione parete di cartongesso in fabbricato commerciale: segno che più che a far San Martino, pensavano a ristrutturare. Senza, peraltro, pagare l’affitto al Comune, verso il quale, ad oggi, sono debitori di circa 80mila euro. Senza contare la mancata escussione della fidejussione di 500mila euro per la Caporetto della Coevit. Sulla vicenda aveva presentato due esposti il consigliere di Viadana Democratica Silvio Perteghella, che aveva posto interrogativi sul ritardo della richiesta di escussione, presentata ben 10 mesi dopo la risoluzione del contratto con la Coevit. «Ora se il Comune vincerà la causa con la Coevit perderà comunque i 500mila euro. Se la perderà dovrà indennizzarli con un significativo debito di bilancio». Inoltre Perteghella pone dubbi anche sull’ordinanza di sgombero emessa dal Comune verso il Plaza: «questo si fa con le occupazioni abusive, invece qui si tratta, come scritto nella delibera di giunta, di azioni legali, cioè di uno sfratto». (r.c.)



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