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Sosia al test della patente, ma è tradito dalla foto

Il funzionario della Motorizzazione si accorge che la carta d’identità è falsa. La polizia stradale blocca tre persone: 800 euro per fare l’esame al posto suo  

MANTOVA. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato il funzionario della Motorizzazione al momento del controllo dei documenti. Il volto nella foto della carta d’identità di uno dei candidati sembrava diverso, anche non di molto, dalla foto dei documenti presentati al momento dell’iscrizione. Per questo giovedì mattina nella sede della Motorizzazione, a Valdaro, è piombata la Polizia stradale.

Agli agenti non c’è voluto molto per mettere alle strette il candidato sospetto. «Sono stato pagato per sostenere l’esame» ha confessato A.O., 29enne ghanese residente a Milano, che di mestiere farebbe proprio il sosia in affitto agli esami della patente per i connazionali di mezzo nord Italia. Gli uomini della Stradale hanno raggiunto anche il candidato e un complice (forse il mediatore, quello che ha messo il contatto chi doveva sostenere la prova con il sosia) che aspettavano la fine dell’esame seduti in auto davanti alla Motorizzazione. Anche loro sono di origine ghanese: il candidato, O.K., ha 31 anni e risiede a Goito mentre il mediatore, anche lui africano e 31enne, abita nel Milanese.

Tutto ancora da vedere come sia avvenuto l’arruolamento del sostituto candidato. Forse l’aggancio è avvenuto su Facebook, forse tramite un amico o un connazionale che ha suggerito al 31enne di Goito la scorciatoia per prendere la patente. Perché non fare direttamente la prova teorica e pagare qualcun altro per superarla? Probabilmente perché il candidato non conosce bene la lingua italiana, non abbastanza per capire le domande del test. Il sosia, invece, da professionista della patente, conosce il codice della strada e il manuale d’esame a menadito.

In effetti anche giovedì mattina, alla sessione di mezzogiorno, il 29enne sosia di professione ha centrato l’obiettivo. Peccato per lui, e per il candidato, che il funzionario di turno sia stato puntiglioso nel controllo dei documenti dei quindici candidati presenti. E peccato, ancora, che la Polizia stradale nel giro di una manciata di minuti fosse lì. Gli agenti hanno atteso che la prova d’esame terminasse. Poi hanno avvicinato il candidato sospetto. Sulle prime è rimasto nel ruolo e ha ribadito di essere chi diceva la sua carta d’identità falsa. Ma subito dopo ha vuotato il sacco. Il documento gli è stato sequestrato, assieme al permesso di soggiorno. Sarebbe stato lui stesso a indicare agli agenti dove il complice e il candidato, quello vero, lo aspettassero. In effetti nel parcheggio, a bordo di una Renault, c’erano entrambi. Tutti e tre sono stati denunciati. Le accuse, differenziate a secondo del ruolo che ognuno ha ricoperto, sono quelle di sostituzione di persona, falso e truffa ai danni dello Stato.
 

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