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Oltre duecento cani salvati dall’Ats grazie al microchip

La tecnologia risolve un caso di smarrimento su tre. Abbandoni estivi: 17 quattrozampe a Bosco Virgiliano

MANTOVA. Mantova popolata da una folta schiera di amici a quattro zampe. Difficile avere dati precisi dall’anagrafe canina e felina, perché spesso non si provvede alla cancellazione degli animali al momento del decesso e per la mancata registrazione dei molti gatti che popolano le campagne, non obbligati ad avere il microchip.

Dunque il totale di 85mila tra cani e gatti, fornito dal dipartimento veterinario dell’Ats Val Padana, ha il valore di una stima di massima che si traduce in un amico a quattro zampe ogni cinque mantovani.

Come spesso accade nella stagione estiva torna d’attualità il fenomeno degli abbandoni e di conseguenza del randagismo ma, fortunatamente, sembra che la situazione sia sotto controllo: «I mantovani sono bravi – spiega Giuseppe Pantiglioni, comandante provinciale Anpana, associazione nazionale protezione animali natura ambiente – i casi di abbandoni e maltrattamenti gravi che ci vengono segnalati sono molto rari. Quando riceviamo una segnalazione di abusi o maltrattamenti, interveniamo per verificare le condizioni dell’animale e lasciamo ai proprietari dei consigli da seguire. Dopo qualche settimana torniamo a vedere se i nostri consigli siano stati seguiti».

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Tuttavia al canile di Bosco Virgiliano da giugno ad oggi sono arrivati 17 cani trovati abbandonati. Il numero complessivo degli ingressi nella struttura negli ultimi due mesi è in linea con il passato: 36 cani, di cui 7 restituiti al legittimo proprietario e, appunto, 17 trovati abbandonati o vaganti. Nello stesso periodo le adozioni sono state 21.

Ad occuparsi di mantenere sotto controllo il fenomeno del randagismo c’è il dipartimento veterinario Ats che si è impegnato per l’introduzione di controlli che incentivano le identificazioni e le registrazioni attraverso il cosiddetto “Mese del microchip”. Secondo quanto riportato da Ats nell’ultimo anno la consultazione dell’anagrafe regionale ha permesso a ben 220 dei 720 esemplari scappati di essere immediatamente restituiti ai padroni mentre gli animali meno fortunati vengono reindirizzati verso le strutture di ricovero per animali d’affezione. Al momento sul territorio sono registrati tre canili sanitari e quattro canili rifugio oltre a circa 50 altre strutture tra allevamenti e pensioni. Tra le strutture riconosciute dal dipartimento veterinario si aggiungono ora gli “asili per cani”, strutture destinate al ricovero temporaneo diurno.

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Oltre a combattere il randagismo, Ats si occupa anche di monitorare e regolamentare i movimenti degli animali tra i diversi Stati. Il traffico illecito di cuccioli rappresenta un business da 300 milioni di euro l’anno nel nostro Paese. Chiunque introduce, trasporta, cede o riceve a scopo di lucro animali privi di sistema di identificazione e delle certificazioni necessarie commette il reato di traffico illecito di animali da compagnia punibile con la reclusione da tre mesi a un anno e con una multa da 3.000 a 15.000 euro.

Visto il numero crescente degli animali d’affezione, lo scorso aprile è stato approvato un nuovo regolamento regionale per la loro salvaguardia. Tale regolamento ha introdotto importanti novità come il divieto di tenere i cani alla catena, salvo per ragioni sanitarie o di sicurezza certificate, la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli in ospedali a case di riposo e la definizione di “cani di assistenza” alle persone con disabilità stabilendo i criteri che permettono di renderli riconoscibili e i percorsi educativi per acquisire l’idoneità.

Il nuovo regolamento integra la precedente legge del 2009 che prevedeva il divieto di accattonaggio e di privazione dell’attività motoria adeguata, la detenzione degli animali in spazi non conformi alla normativa, l’utilizzo di animali come premio, la vendita di animali non registrati o di età inferiore ai 60 giorni, l’esposizione nelle vetrine dei negozi e la vendita a minorenni con l’inserimento di nuovi obblighi tra cui un ricovero adeguato con cibo e acqua, una regolare attività motoria, favorire i contatti sociali tipici delle specie e assicurare le cure necessarie. Violare il regolamento comporta sanzioni fino a 900 euro.

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