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la fiera delle grazie

Il vescovo e il rosario, diventerà una tradizione

Monsignor Busca presiede il rito nel Santuario con cantori provenienti da diverse parrocchie

CURTATONE (Grazie). Suggestiva e ricca di sentimenti di speranza e conforto la serata di ieri nel Santuario delle Grazie che ha preso il via alle 21 con il Rosario cantato presieduto dal vescovo Marco Busca, con l’omelia pronunciata dal vescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego. Nella bella chiesa quattrocentesca, con i soffitti elegantemente decorati, i lampadari e i famosi manichini alle pareti, i fedeli e i curiosi si sono raccolti in un clima fraterno e meditativo. La figura della Madonna unisce anche oltre le diverse fedi per la sua dolcezza di madre, generosa, sempre pronta ad aiutare e che accetta il dolore di sapere da sempre che perderà il figlio tanto amato. Con il vescovo con celebrano una decina di altri sacerdoti, fra i quali il rettore del Santuario delle Grazie, don Giovanni Lucchi.

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Il coro della diocesi, formato da cantori e solisti di varie parrocchie e diversi paesi, diretto dal maestro Daniele Anselmi, con l'organista Donato Morselli, ha accompagnato la cerimonia religiosa con canti semplici e melodiosi.

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Il Rosario, poi, che è una novità che il vescovo desidera diventi una tradizione con diffusione molto ampia, ricorda i misteri legati a Maria. Dalla Resurrezione di Gesù, con la lettura del brano del Vangelo e po ila recita del Padre Nostro, alla Ascensione di Gesù, alla discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e gli Apostoli. A questo punto il coro intona il bellissimo e intenso "Veni Creator Spiritus", poi al quarto mistero con l'Assunzione di Maria al Cielo, viene cantata " Lieta armonia", segue il Quinto mistero dell'Incarnazione della Madonna come Regina dei Cieli e delle Terre cui seguono le invocazioni a Maria a favore dei giovani, degli sposi, per le vocazioni, per i sofferenti e anche per la benedizione di tutti i giorni. E quindi la Salve Regina in latino, che per molti è un vivo ricordo dell'infanzia. E ancora le Litanie lauretane, un serie di appelli che nelle belle voci femminili e maschili - un coro davvero ben assortito - trasmettono una sensazione benefica.

E tra i fedeli si legge la serenità di questa notte di ferragosto, mentre fuori i Madonnari sono già da ore al lavoro. E la Fiera si rinnova in un misto ben dosato di sacro e profano, di vita che si rinnova con i ricordi dei vecchi contadini che non hanno più la forza di venire nemmeno in auto - ricordano con nostalgia quando da giovani arrivavano a piedi o in bicicletta - e i bambini nei passeggini, sulle spalle dei genitori o che ridono seduti a terra davanti a un artista di strada.

Maria Antonietta Filippini


 

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