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Sincronizzare la dieta con l’orologio biologico aiuta a dimagrire

Una recente ricerca ha evidenziato che, quando si parla di dieta, scegliere i momenti giusti nell’arco della giornata per mangiare può essere più importante della quantità di calorie ingerite

MANTOVA. “Per perdere peso è necessario mangiare alimenti poco calorici”.  L’ultimo studio del Medical Center della Texas Southwestern University conferma questo principio universalmente accettato, ma  sottolinea anche l’importanza di “…evitare di mangiare nei momenti sbagliati”.  Vediamo di capire perché.

Assecondare i nostri ritmi circadiani, questa è la chiave. Come molti altri organismi, possediamo  un orologio biologico interno che regola moltissime funzioni nelle 24 ore, come la temperatura corporea, la pressione sanguigna e gli stimoli comportamentali. Così i ritmi biologici del nostro corpo si adattano al susseguirsi di giorno e notte e anticipano i bisogni energetici del corpo per ottimizzare le funzioni di organi e tessuti, e quindi le nostre attività… tra le quali anche la nutrizione (scopri i ritmi naturali del corpo nella figura).

L’idea di legare l’alimentazione ai ritmi circadiani non è nuova. Già dalla metà degli anni ’80 si parla di crononutrizione”, un regime alimentare che tiene in considerazione non solo cosa, ma anche quando si mangia, per assecondare le naturali variazioni del metabolismo durante la giornata.

Oggi la nuova ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell Metabolism , conferma in modo scientifico il legame tra alimentazione e ritmi circadiani per perdere peso. L’esperimento è stata condotto manipolando la dieta e l’orario dei pasti di diversi gruppi di topi in laboratorio. L’unico gruppo che ha perso peso è stato quello nutrito con una dieta  ipocalorica, mangiando durante le normali ore di attività. Gli altri topi, nutriti esattamente con lo stesso cibo, ma durante i periodi di inattività, non hanno perso un grammo.

Allora, quando mangiare secondo l’orologio biologico? Il famoso spuntino di mezzanotte è dannoso perché la produzione delle sostanze utili per la digestione è molto minore. Anche la cena dovrebbe essere leggera e mai troppo tardi come orario (non oltre le 22). Invece al mattino e a pranzo si può mangiare di più perché in questi orari c’è la maggiore produzione di ormoni che stimolano il metabolismo.

Una dieta povera di calorie sembrerebbe essere l’elisir di lunga vita. Questo è noto già da tempo, ma le cause non sono ancora del tutto chiarite. Le nuove relazioni tra nutrizione, metabolismo e comportamento, emerse dallo studio del Medical Center della Texas Southwestern University, potrebbero però rappresentare la chiave per risolvere il problema, sollevando una nuova domanda “E’ solo la bassa dose di calorie oppure è anche la tempistica della loro assunzione ad influenzare la durata della vita?” Questo quesito rappresenta la nuova frontiera della ricerca sulla salute ed alimentazione che terrà impegnati i ricercatori nei prossimi anni.

Intanto, noi cerchiamo di sincronizzare le nostre attività con l’orologio biologico per vivere al meglio.

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*Laureata in Biologia nel 2004, ha conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia e Conservazione della Biodiversità pochi anni dopo a Roma, sua città natale. Negli ultimi 5 anni ha svolto attività di ricerca prevalentemente in ecologia, in Italia e all’estero. Ora si è convertita alla comunicazione della scienza con particolare riferimento a temi ambientali. Questo blog nasce per la sua passione di condividere e promuovere la cultura scientifica, con uno stile divulgativo semplice, accattivante ma rigoroso.

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