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Osteria chiusa da gennaio: l’Arci Virgilio è in bilico

Il direttivo invita i ristoratori a farsi avanti: la nostra sopravvivenza è la cucina. Battaglia legale con l’ultimo gestore, per ora a cena soltanto gruppi prenotati

MANTOVA. Colto e popolare, il jazz e la cucina robusta, il blues e la politica partecipata: tra i circoli Arci, il Virgilio è uno dei più storici e preziosi, incastonato dentro al Palazzo del Mago e nella geometria di ciottoli di San Leonardo, la brutta notizia è che rischia di franare insieme alla memoria e agli sforzi di chi ne ha fatto un luogo a suo modo speciale. Venuta meno la gamba solida della cucina popolare, quella della musica è troppo fragile per reggere tutto il peso del circolo: sono nove mesi che l’Osteria del Mago è chiusa, dopo che il rapporto con l’ultimo gestore si è interrotto bruscamente. Il direttivo preferisce non parlarne – c’è un contenzioso in atto con pretese nell’ordine di alcune migliaia di euro – ma ammette che il rilancio del circolo, con le sue attività, è legato alla ripartenza dell’osteria. Al punto da lanciare un appello pubblico, sul giornale, a farsi avanti per gestire cucina e sala.

Non che in questi mesi i soci del circolo se ne siano stati con le mani in mano, hanno vagliato diverse richieste e sollecitato nuovi abboccamenti, sfruttando anche la capillarità della rete Arci sul territorio, ma alla fine si è risolto tutto in nulla. Rispetto al passato, proprio per tutelarsi da altri contenziosi eventuali, a chi vorrà mettersi ai fornelli dell’Osteria del Mago verranno chiesti la partita Iva e il pagamento di un piccolo affitto. Tradotto, il rischio d’impresa sarà tutto sulle spalle del ristoratore, che si gestirà in autonomia, ma il legame con le attività del circolo resterà stretto: anticipa il direttivo il desiderio di portare la musica in sala, abbinando le cene ai concerti, secondo una formula altrove già testata con successo. Chi fosse interessato può scrivere un’email a mantova@arci.it, oppure un messaggio ai numeri di cellulare 3395487715 e 335422780.

«L’osteria del Mago è un pezzo fondamentale della storia della ristorazione popolare – rivendica il consiglio direttivo – ed è anche una finestra aperta sul quartiere di San Leonardo, che ha affascinato tanti avventori. E poi il ristorante completa l’offerta del circolo». Fondato negli anni Sessanta, a due vie di distanza rispetto all’indirizzo attuale, è negli anni Ottanta che l’Arci Virgilio si trasferisce in vicolo Ospitale: club e osteria hanno due ingressi indipendenti, e poi c’è il cortile estivo, che “poggia” sulle mura antiche con il camminamento di ronda. Ma prima di tutto, come raccontano soci e consiglieri, c’è la funzione sociale svolta dal circolo in un quartiere composito – elegante e popolare – una missione che si è sempre retta sulle spalle di volontari. A conferma del ruolo svolto dal Virgilio, il suo inserimento nel progetto di portierato sociale nel contesto fragile del Palazzo del Mago.

Insomma, il circolo riflette l’anima del quartiere con la sua identità sfaccettata. E così pure la cucina servita dalla sua osteria: «L’offerta degli altri circoli è sempre stata molto tradizionale, agnoli e stracotto, per semplificare – riferisce il direttivo del Virgilio – al nostro ristorante, invece, si sono avvicendati cuochi di un discreto livello che, accanto ai piatti della tradizione, hanno sempre proposto qualcosa di originale, più vicino all’attualità del gusto. E questa caratteristica ha pagato, il ristorante ha funzionato molto bene per parecchio tempo, apparecchiando anche cene per associazioni e aziende». Nell’attesa che qualcuno si faccia avanti, il direttivo è già pronto a organizzare delle cene sociali, auto-organizzate e su prenotazione: l’attrezzatura c’è, una larga rete di amici disinvolti ai fornelli pure. Manca solo l’appetito dei commensali.

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