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Stangata ai due “santi” delle rapine

Dodici anni di reclusione per la raffica di crimini commessi nell’estate del 2015 tra Asola, Casalmoro e Castel Goffredo

CANNETO SULL’OGLIO. Stangata del giudice ai “santi” delle rapine, così chiamati per i loro nomi: Luise Francesco d’Assisi, 33 anni e Francesca di Paola Avella di 27 anni. Entrambi originari di Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli ma residenti a Canneto sull’Oglio, sono stati condannati in abbreviato (e quindi con lo sconto di un terzo di pena) a 7 anni e 8 mesi il primo e a 4 anni di reclusione il secondo. La sentenza è stata emessa l'8 settembre dal giudice Matteo Grimaldi, alla presenza degli imputati e del pubblico ministero Giulio Tamburini. Ora sono in carcere.

Sono considerati gli autori di una serie di rapine e furti messi a segno nell’estate del 2015 a bar e tabaccherie della zona compresa tra Asola, Casalmoro, Acquanegra e Castel Goffredo, con numerose puntate anche nella vicina provincia cremonese. Sono stati smascherati dai carabinieri a seguito di una serie di intercettazioni, ma soprattutto per il modus operandi e le descrizioni coincidenti fornite dalle loro vittime. Una trentina i reati contestati, da alcuni dei quali sono stati assolti, come ad esempio una resistenza a pubblico ufficiale. Tutte le ricettazione sono state derubricate in furti ma sulle condanne sono pesate le rapine e soprattutto i precedenti.

L’elenco dei reati di cui sono accusati è lunghissimo. Ne riportiamo solo una piccola parte. Il 7 luglio 2015 rapina alla tabaccheria Fortunarte di Acquanegra sul Chiese. In due armati di pistola si impadroniscono del cassetto del registratore di cassa.

L’11 luglio dello stesso anno, poco prima della mezzanotte, irruzione al bar Church Café di Asola. La titolare, che viene minacciata con una pistola, è costretta a consegnare 4mila euro. Verso un cliente che tenta di inseguirli viene esploso un colpo d’arma da fuoco.

A Casalmoro, il 22 luglio, non si fermano all’alt della polizia locale. Sono in sella a un ciclomotore rubato.

E arriviamo al 12 agosto. Siamo nella tabaccheria di Barchi di Asola. Con il volto coperto da un passamontagna e armati di pistola si impadroniscono del denaro contenuto nel registratore di cassa: 2.500 euro. Puntano la pistola alla testa di una commessa e fanno razzia di Gratta e Vinci oltre a vari pacchetti di sigarette e buste di tabacco. Colpi messi a segno, nella maggior parte dei casi, usando per la fuga moto rubate. Anche in questo caso l’elenco è sterminato.

A Casalmoro viene rubato un Malaguti Ciak, a Mantova un Mbk Boster. Ad Asola un Kimco Agility parcheggiato in strada, servito poi per commettere la rapina in un bar a Cadimarco di Fiesse. E ancora una Honda Transalp, anch’essa usata per fuggire dopo l’assalto al bar sul confine bresciano. Ci sono accuse anche per lesioni aggravate nei confronti di un 25enne di Piadena al quale era stato sottratto un telefonino. I due erano stati arrestati anche a Firenze nel 2014, con l’accusa di aver rapinato due tabaccherie.


 

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