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Il provveditore incalza i presidi: «Assumete i prof in fretta, non avremo cambi in corsa»

Patrizia Graziani: «I contratti sono annuali, tocca agli istituti evitare il turnover». Sui doppi incarichi ai dirigenti: «Non creano disservizi. Salviamo via Cocastelli»

MANTOVA. «Non dovrebbero esserci pesanti turnover nelle cattedre. Ma tutto dipende dalle scuole: devono affrettarsi nella ricerca dei supplenti». A poche ore dal ritorno in classe dei circa 50mila studenti mantovani (le materne hanno già iniziato) il provveditore Patrizia Graziani fa il punto sulla scuola mantovana. Che se da un lato presenta un’importante novità quale l’esordio dell’Its, il corso post diploma di alta specializzazione sull’agroalimentare sostenibile, dall’altro deve far fronte a problemi come le carenze di personale al provveditorato, il numero insufficiente di insegnanti di sostegno specializzati e l’alto numero di scuole affidate a presidi part-time. Come se non bastasse c’è la novità della certificazione delle vaccinazioni obbligatorie che non è ancora stata assimilata da buona parte delle famiglie.

Il provveditore Patrizia Graziani
Il provveditore Patrizia Graziani


Ma forse la questione che più interessa le famiglie è il rischio di cambiare parte degli insegnanti nel corso dell’anno.

«L’ufficio scolastico provinciale ha compiuto tutte le nomine di sua competenza. Abbiamo un’ultima tornata mercoledì per alcune posizioni nell’infanzia e nelle elementari. Adesso comincia il secondo step che viene gestito direttamente dalle scuole per i posti rimasti scoperti. Dovranno attingere alle loro graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia, che sono rispettivamente i docenti abilitati e non abilitati. Queste chiamate inizieranno giovedì e venerdì e la novità è che i docenti nominati non saranno temporanei ma assunti per tutto l’anno, visto che si tratta di una graduatoria definitiva. In teoria non dovrebbe esserci il solito turnover, ma tutto dipende dalla tempistica dei presidi».

Vale a dire?

«È importante che siano rapidi nella chiamata perché i docenti sono inseriti in venti scuole diverse e attendono di ricevere la chiamata dalla scuola più gradita. Serve rapidità per non innescare una catena che rallenta tutti. Ecco perché avevo suggerito una soluzione alternativa, ma non sono stata ascoltata».

Quale soluzione?

«Avevo proposto di costituire uno staff tra le scuole per procedere alle nomine tutti insieme, anche con il supporto di un apposito software informatico. Lo hanno fatto realtà a noi vicine con buoni risultati. Tra l’altro in questo modo si evitano contenziosi. Sarebbe bastata una settimana di lavoro per chiudere l’attivazione. Però bisogna crederci. Non è stato fatto. Peccato perché per l’utenza sarebbe stato utile. L’ufficio ha fatto sforzi spaventosi per chiudere le operazioni nei tempi stabiliti dal ministero, sarebbe un peccato leggere in futuro di ritardi nelle assegnazioni dei posti».



Nelle scuole però gli organici amministrativi sono all’osso. Mancano ad esempio i cosiddetti Dsga, i vecchi segretari.

«Vero, ne mancano parecchi. È un problema che non dipende da noi e riguarda tutta Italia. Attendiamo il concorso del ministero come per i presidi».

Quest’anno le reggenze sono salite a quindici. Possibile che non si riesca a dare presidi titolari a tutti gli istituti?

«In effetti oggi le scuole sono complesse, di grosse dimensioni. Le reggenze sono molte. Anche in questo caso stiamo attendendo un concorso, che dovrebbe essere bandito presto. Devo anche dire che non ci sono conseguenze dirette sull’utenza, che si relaziona agli insegnanti. Ma il dirigente ha un altro compito fondamentale: deve essere un bravo organizzatore della scuola e saper coordinare i docenti e lo staff di collaboratori».

Ora nasce l’Its, l’istituto post diploma che lei aveva proposto dalle pagine della Gazzetta con una certa insistenza. Alla fine il progetto è andato in porto.

«L’Its, che avrà sede nella sede di città dello Strozzi, è stato finanziato con 210mila euro dalla Regione. Stiamo predisponendo tutte le pratiche con il notaio per la costituzione della Fondazione. Sono arrivate 36 domande di iscrizione, più di quelle che possiamo accettare (25). A fine settembre ci sarà il test di ammissione. Sono molto soddisfatta perché abbiamo 29 soci, tra enti, associazioni di categoria e imprese. Abbiamo avuto il sostegno dei politici mantovani, in modo trasversale. Avere un istituto di quinto livello a Mantova è una grande risultato».

Parliamo ancora di organici. Mancano anche quest’anno insegnanti di sostegno specializzati. Una paio di centinaia di posti. Com’è possibile che accada tutti gli anni?

«È un dato strutturale, mancano gli insegnanti provvisti di titolo. Non è che non ci siano concorsi, è che gli insegnanti specializzati sono insufficienti. Ovviamente i posti verranno coperti con docenti non specializzati e manterremo la media nazionale di un docente ogni due studenti certificati anche nelle scuole mantovane».

Si parla di nuove aggregazioni tra scuole superiori per l’anno 2018 - 2019. Conferma che l’agrario Strozzi non verrà coinvolto?

«Non lo decide il provveditorato, ma al tavolo della Provincia ho detto che perdere una specificità come l’agrario sarebbe un impoverimento. Dove è stato aggregato ad altre scuole è finito con il rimanere ai margini. Insomma per il polo agrario, anche se suddiviso in due diversi ambiti, credo sia bene chiedere la deroga. Mi sembra anche una buona idea quella avanzata dai Comuni per costruire un unico polo a Viadana. In ogni caso la discussione è aperta».

Si è parlato per mesi della riduzione di organico al provveditorato, con proteste sindacali per i tagli. Sembrava arrivassero nuove forze, ma alla fine avete ottenuto solo un nuovo dipendente part-time. Mantova rischia di perdere l’Ufficio scolastico provinciale?

«No, l’ufficio resta e deve rimanere perché ha funzioni che non possono essere svolte dalle scuole. Il punto è che deve essere messo nelle condizioni di lavorare. Abbiamo sei persone in organico, e nel corso dell’estate cinque dipendenti (il sesto è arrivato dopo, ndr) - che ringrazio per ciò che sono riusciti a fare - con l’ausilio di amministrativi arrivati dalle scuole hanno svolto tutte le operazioni per le nomine e per i pensionamenti. Siamo riusciti, con la task force assieme a Lecco, a rispettare tutte le scadenze. Ma non possiamo andare avanti così all’infinito. In questo mese è necessario fare delle riflessioni e rivedere tutto per mettere l’ufficio nelle condizioni di lavorare».
 

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