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Samuele e la dislessia: «Ve la spiego dipingendo»

I quadri del 19enne di Colle Aperto scelti per l’evento nazionale dell’associazione. «Disturbo ancora sottovalutato: a scuola pensavano che fossi un fannullone»

MANTOVA. Sarà ospite all’evento per la celebrazione del ventennale dell’Aid, associazione italiana dislessia, un giovane talento mantovano che, a colpi di pennello, vuole mostrare al mondo che cosa significhi vivere con un disturbo dell’apprendimento. In occasione dei festeggiamenti dell’associazione che si terranno il 14 ottobre all’Università di Bologna, verrà allestita una mostra delle opere di Samuele Gamba, un 19enne di Colle Aperto appassionato d’arte che all’età di sei anni ha scoperto di essere dislessico.

Agli occhi di un dislessico le lettere di una parola appaiono in modo confuso e disordinato e questo rende difficile la comprensione anche dei testi più brevi. «Spesso i ragazzi e i bambini dislessici passano per studenti svogliati e che non si impegnano, ma la verità è che la loro è una difficoltà reale, non una mancanza di volontà – spiega Gamba - È per questo che ora che ho concluso gli studi ho deciso che era arrivato il momento di rappresentare la dislessia nel giusto contesto, che era il momento di far capire come stanno le cose».

Samuele Gamba
Samuele Gamba


Il giovane artista ha scelto di rappresentare la dislessia nel modo più immediato possibile: attraverso immagini. Armato di pennello e tempere acriliche nel marzo scorso ha iniziato il proprio progetto e si è dato alla pittura: «Ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme, con una passione particolare per la fotografia. Inizialmente ho pensato di utilizzare questa tecnica anche per il mio progetto ma mi sono reso conto che non era lo strumento adatto e così ho iniziato a dipingere» continua.

Ma come è arrivato ad esporre le proprie opere in un evento dell’associazione italiana della dislessia? Il ragazzo, ex studente dell’istituto Santa Paola indirizzo aiuto cuoco, aveva intenzione di organizzare una mostra ad Asola e aveva invitato l’associazione a vedere le sue opere. L’Aid si è mostrata interessata ai lavori del giovane e gli ha proposto di allestire la propria mostra direttamente a Bologna in occasione dei festeggiamenti dei vent’anni dell’associazione.

All’evento verranno esposte nove creazioni, di cui i pezzi di punta sono due opere molto significative: «In “Cercare ordine nel caos” ho dipinto un codice a barre che implode e i cui numeri sono saltati per aria. Volevo rappresentare il sistema scolastico che cerca di incasellare gli alunni anche se nel caso di bambini dislessici questo non è possibile. In passato ho sofferto molto perché non sempre gli insegnanti mi hanno sostenuto nel mio percorso di studi e purtroppo è una situazione molto comune. Ancora oggi sono pochissimi gli insegnati formati e informati su cosa sia la dislessia, su come riconoscerla e su cosa fare per mettere gli studenti nella condizione di imparare come gli altri. Spesso sono proprio le maestre a non capire lo studente e finiscono per additarlo come fannullone. Per fortuna con l’aiuto dei miei genitori, che non hanno mai smesso di incitarmi, ho concluso il liceo. Un’altra opera che sarà esposta alla mostra si intitola “Ri-Mani” e rappresenta delle mani legate per i polsi da un filo rosso che cercano di afferrare delle lettere sospese nell’aria. Questo quadro simboleggia la mia voglia di imparare, la mia anima che non si lascia fermare dall’impedimento del mio corpo rappresentato metaforicamente dalla mani legate».

Alice Liana Galli
 

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