Quotidiani locali

Magnacavallo ricorda gli emigrati

Giornata clou: prima la messa, poi i discorsi dei sindaci e il pranzo conviviale

Il cattivo tempo non ha infierito sulla cerimonia clou della Festa dell’Emigrato, svoltasi ieri a Magnacavallo. Festa partecipata e riuscita. I rappresentanti istituzionali con le delegazioni e i partecipanti si sono ritrovati al mattino nella piazza del municipio e si sono avviati in corteo verso la chiesa parrocchiale per assistere alla messa celebrata dal parroco don Gianfranco Magalini. Lo componevano i sindaci di Magnacavallo Arnaldo Marchetti, quelli di Villa Poma Alberto Borsari, e di Castirago Vidardo Emma Perfetti con l’assessore Valerio Colecchia, l’ex segretario comunale Stefano Cappilli e il collaboratore Luigi Guidorzi, e il prefetto di Mantova Carla Cincarilli. Quindi le forze dell’ordine dei carabinieri della locale stazione col comandante maresciallo Marco Lesignoli, i gonfaloni dei Comuni di Magnacavallo e di Castirago Vidardo (in provincia di Lodi) e il labaro dell’Avis locale del presidente Luca Pavani. Immancabile la presenza dell’oriundo brasiliano Carlos Zapparoli. Presenti due suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù, Suor Maria Regina e suor Elena.

Durante la messa con la chiesa gremita sono stati battezzati i piccoli neonati Lorenzo, Chiara e Matilde. All’uscita niente lancio dei colombi viaggiatori per l’inclemenza del tempo, mentre è stata effettuata l’inaugurazione del nuovo cippo marmoreo del monumento all’Emigrato che ricorda il cammino degli emigranti nel ricordo di Santa Francesca Saverio Cabrini.

Ritrovo nella sala Magnaclub dove si sono susseguiti i vari interventi: il sindaco di casa Marchetti ha parlato delle condizioni in cui venivano trattati i nostri emigranti nei loro sbarchi in America e del contributo di conoscenze che vi avevano portato per migliorarne le prestazioni in termini di economia.

Borsari ha puntato l’attenzione sul compito che spetta anche alle istituzioni nel coinvolgere i giovani sugli aspetti dell’integrazione asserendo che ogni persona ha una sua propria storia legata al luogo d’origine che va rispettata. Daniele Marconcini, presidente dell’Associazione Mantovani nel mondo, ha parlato dell’impegno del Papa a favore della ius soli, aggiungendo che ad interessarsi degli emigrati sono stati nella maggior parte i lombardi. Gli interventi si sono conclusi con una canzoncina intonata all’argomento da parte delle due suore, molto applaudito, seguito dall’omaggio di pubblicazioni agli intervenuti da parte del sindaco Marchetti, che ha tenuto a ringraziare anche i volontari del museo per la collaborazione prestata. Poi tutti al Polivalente per il pranzo di confraternizzazione.

Danilo Bizzarri

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