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Un reparto per i senzatetto al Poma? Il progetto è naufragato

Accantonata definitivamente la ristruttazione di un padiglione dell'ospedale cittadino. Comune e ospedale non trovano l’accordo. Caprini: «Amplieremo il dormitorio»

MANTOVA. A marzo 2016 era scattata la fase 1: chiusura delle porte automatiche dell'ingresso principale del Poma dalle 22 alle 5 di mattina e attivazione del videocitofono per chi vuole entrare.

Un provvedimento adottato per arginare la presenza di senzatetto e sbandati che avevano scelto la grande hall dell'ospedale come dimora notturna. Un piano che presupponeva una seconda fase: quella di creare un reparto ad hoc per chi un tetto non ce l’ha, ricavato con la ristrutturazione del padiglione ex Seconda Medicina situato nella zona vecchia dell’ospedale.

Ma la fase due non è mai decollata. Comune e ospedale, nonostante numerosi incontri e un prolungato studio compiuti durante lo scorso autunno, non sono riusciti a trovare una soluzione, sia economica che organizzativa. E così, dopo tanti proclami che la cosa sarebbe andata in porto entro l’inverno, il progetto di un centro di accoglienza notturno con 14 posti letto nel vecchio reparto da risistemare è stato definitivamente accantonato.

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«Non siamo riusciti a trovare una soluzione soddisfacente per il Comune e per l’ospedale – ammette l’assessore comunale al Welfare, Andrea Caprini –. C’erano da fare investimenti e c’era da trovare una formula giusta per l’accoglienza. La cosa, però, non è andata a buon fine». Caprini ricorda che l’anno scorso un aiuto al problema senzatetto era arrivato grazie alla tenda della Croce Rossa. «Per questo autunno – riprende l’assessore – stiamo studiando, come già sottolineato dal sindaco alcuni giorni fa, il potenziamento del dormitorio pubblico di via Ariosto».

Mattia Palazzi, proprio domenica scorsa, aveva annunciato alla Gazzetta di Mantova l’ampliamento dei servizi al dormitorio entro l’autunno, con l’aumento di 14 posti letto, più l’acquisto di una tenda riscaldata per altri venti posti, per un investimento totale di circa 140mila euro.

Un progetto a più largo raggio che nasce anche dalla necessità di dare risposte a senzatetto, sbandati e ubriachi, tanto da far dire a Palazzi «è inaccettabile che persone che molestano e disturbano si siano impossessate di porzioni di spazio pubblico togliendolo ai cittadini ed è intollerabile che una città civile e democratica lasci dormire all’addiaccio chi versa in condizioni di indigenza e marginalità». Un tema delicato che è all’ordine del giorno della giunta che già questa settimana si appresta a varare una serie di provvedimenti non più rinviabili: dai custodi dei giardini a oltre 30 nuovi posti letto per i clochard, all’allontanamento coatto di chi disturba passando per i servizi di volontariato per i profughi.

Già nell’ottobre 2015, a distanza di pochi giorni dalla tragica scomparsa di Genesis Gambirasio, morto per ustioni vicino alla sua baracca incendiata, il sindaco aveva dichiarato l’assoluta necessità di potenziare i servizi per aiutare le persone senza fissa dimora. Ora, a distanza di un paio d’anni, arriva a maturazione il nuovo piano per i senzatetto annunciato in queste ore.


 

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