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Basso Mantovano

Argini del Po più alti e dragaggio dell’alveo. Lavori per 30 milioni

Ok dalla Regione al project financing, cantiere di dodici anni. Il privato realizzerà gli interventi e rivenderà la sabbia

BASSO MANTOVANO. Un progetto da quasi 30 milioni di euro e dodici anni di lavori. La Conferenza dei servizi istruttoria convocata dalla Regione ha espresso parere positivo sul progetto di messa in sicurezza e di ripristino delle condizioni di navigabilità del tratto del Po compreso tra la foce del Secchia ed Ostiglia. Un progetto atteso da anni che permetterà di risolvere alcune criticità che si trascinano ormai da decenni. All’incontro erano presenti gli amministratori dei comuni rivieraschi interessati dal progetto: Quingentole, Sustinente, Serravalle e Ostiglia.

Per gli interventi si è deciso di utilizzare lo strumento del project financing pubblico-privato. Il 27 novembre 2015 la società Cave di Quingentole S.r.l. ha presentato a Regione ed Aipo una proposta per la progettazione, realizzazione e gestione in concessione dei lavori. Il costo totale, considerando l’inflazione, arriverebbe a toccare i 29milioni e 183mila euro. La ditta realizzerà, dunque, i lavori in alternativa al pagamento della concessione di escavazione di 12 anni, calcolata in 28milioni e 718mila euro. Oltre a questo la ditta potrà vendere 5,55 milioni di metri cubi di materiale inerte, sabbia, secondo quanto previsto dal Piano di gestione dei sedimenti alluvionali. L’intervento sarebbe, dunque, a costo zero per il pubblico.

Nel progetto sono elencati gli ambiti di intervento. In primo luogo, lo scavo e il rimodellamento dell’Isola Cirene a monte del meandro di Ostiglia. Saranno, poi, rialzati gli argini maestri destri del Po tra Quingentole e Revere, tra foce Secchia e l’impianto di derivazione irrigua del Sabbioncello e tra Camatta e foce Secchia. Previsto il dragaggio periodico della lanca dei Caimani, il monitoraggio dei depositi nella lanca di Rodi e la piantumazione di 12 ettari di bosco in un’area che sarà concordata con la Provincia.

L’opera contiene svariati elementi di pubblico interesse. Gli scavi all’Isola Cirene, ad esempio, consentiranno un miglioramento delle condizioni di deflusso del fiume all’altezza dell’argine di Revere e di Ostiglia. I rialzi arginali metteranno in sicurezza tratti importarti e difenderanno il territorio dalle piene storiche. Altro punto chiave, il recupero delle condizioni di navigabilità del fiume nella zona della lanca di Caimani, di fronte a Quingentole. In un colpo solo, in sintesi, verrà attuato il Piano di gestione dei sedimenti e verranno realizzati importanti interventi di sicurezza idraulica.

Questi dodici anni di lavori fanno parte, in realtà, di un primo lotto, denominato “Isola Cirene”. Nel progetto è previsto anche un secondo, che riguarderebbe la foce del Secchia. In concreto, una serie di interventi per rendere più “dolce” l’ingresso dell’affluente nel Po. Il progetto è stato redatto da Technital Spa. « Si tratta del primo caso in Italia di project financing di questo tipo - spiega il direttore tecnico Simone Venturini -. La nostra idea, a suo tempo suggerita dal Consorzio dell’Oltrepò Mantovano e che Cave di Quingentole ha sposato, consentirà di ottenere una più elevata difesa idraulica nel tratto interessato dai lavori e un recupero delle condizioni di navigabilità del Po». (m.s.)



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