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Il cantiere Pradella e la via senza uscita: «Isolati per un mese»

Protestano i residenti di via Frutta, stretto vicolo acciotolato che si affaccia su corso Pradella: intrappolati dal cantiere

MANTOVA. Il sentimento oscilla tra la rabbia e l’ansia di chi si sente in trappola: così per i residenti di via Frutta, stretto vicolo acciotolato che si affaccia su corso Pradella. E non conosce altri sbocchi. Via Frutta è una strada chiusa che termina con un condominio abitato da venticinque famiglie (e negli altri palazzi della strada ne vivono altrettante). Ad alimentare la rabbia e accelerare l’ansia, gli avvisi comparsi in queste ore: causa lavori di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele II, via Frutta verrà chiusa al traffico veicolare dal 18 settembre al 17 ottobre. Un mese secco. A denunciare una situazione definita «drammatica» è un gruppo di residenti. L’ansia è dettata dall’esperienza di giugno, quando la strada venne chiusa per tredici giorni per consentire agli operai di lavorare ai sottoservizi.

Mantova, il cantiere di Pradella spiegato bene Pradella si rifà il look. I lavori per rimettere in sesto corso Vittorio Emanuele cominciano ufficialmente lunedì 27 marzo anche se delle prime modifiche alla viabilità saranno attive sin da venerdì 24. Il maxi cantiere, che dovrebbe concludersi a fine 2018, sarà diviso in sei. Si comincia con i sottoservizi di Tea. Le indicazioni delle chiusure delle vie indicate nella road map dei lavori potrebbero subire degli slittamenti a seconda del procedere del cantiere. (Video Visual Desk)

La rabbia è agganciata alla consueta domanda: possibile che ci voglia tutto questo tempo? «Sì, sarà garantito il traffico pedonale, ma abbiamo già visto cosa significa – riferiscono i residenti – un passaggio talmente stretto che portando la bicicletta a mano ci si passa a fatica, stesso discorso per gli anziani in sedia a rotelle o che faticano a camminare. Significa che per un mese non sarà possibile la pulizia delle fogne oppure organizzare un trasloco, che le famiglie del condominio non potranno più usare i loro cassonetti per la raccolta differenziata. Un mese di cantiere significa lo stravolgimento della quotidianità, soprattutto per gli anziani che saranno scoraggiati dall’uscire». Perché un mese? «Sono tempi tecnici – informa l’assessore Martinelli – l’intervento prevede la posa dei cubetti di porfido della carreggiata e necessita di un periodo di assestamento, per la maturazione del manto stradale. Ci appelliamo alla pazienza». Appello condiviso dall’assessore Rebecchi. Per completezza d’informazione, la chiusura interesserà anche via Speri. Ma lì un altro sbocco c’è.


 

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