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Saviola: «Persi 10 milioni per le proteste, ma ora investiamo in Composad»

Viadana. Il presidente della holding: "La vertenza ha avuto effetti disastrosi. L’azienda ha retto perché il gruppo è solido. Addio Ikea, spinta sui mobili in kit". E spiega il piano di investimenti di 180 milioni: si parte da sistema operativo e impianti rinnovati

VIADANA. Una nuova linea di produzione per i mobili in kit. Costo: 12 milioni. Messa in funzione prevista: gennaio 2018. Risanati i conti, il gruppo Saviola torna a investire e parte proprio dal ramo che più in questi mesi l’ha fatto soffrire. Vale a dire: Composad, la società della galassia viadanese specializzata in arredamento fai da te, bloccata nei mesi scorsi dagli scioperi alla Viadana Facchini. Ad annunciarlo alla Gazzetta è Alessandro Saviola mentre ancora la holding da lui guidata sta contando i danni di una vertenza costata più del temuto: «Il bilancio di quest’anno di Composad chiuderà con una perdita superiore ai 10 milioni di euro tenendo conto che stanno arrivando ora le richieste di penali dai clienti e che quanto accaduto è stato il colpo finale al rapporto con Ikea».

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Dal quartier generale di viale Lombardia ripetono che senza un gruppo solido alle spalle capace di tamponare questi ultimi mesi, che Saviola non esita a definire «disastrosi», una qualsiasi altra azienda avrebbe già chiuso i battenti. Nonostante ciò è proprio destinato allo stabilimento di mobili in kit di Viadana uno dei principali investimenti messi in cantiere entro il 2017: «La nuova linea di produzione - annuncia il presidente - per la squadratura, bordatura e foratura consente di produrre in modo più efficiente, avremo una produttività superiore a costi più competitivi».

L’installazione dei nuovi impianti, costati 12 milioni di euro, è in corso in questi giorni e sarà terminata nel giro di qualche mese. Un investimento che rientra nei 180 milioni entro il 2020 annunciati a giugno insieme al raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario previsto dal piano di risanamento adottato nel 2013. «Entro il 2017 investiremo 40 milioni - spiega Saviola - Oltre ai 12 per Composad, altri 12 sono destinati all’acquisto di una nuova pressa di nobilitazione per lo stabilimento di Mortara, in provincia di Pavia, che ci consentirà di imprimere ai nostri pannelli finiture particolari e porterà nuove assunzioni. Due milioni saranno invece investiti semper quest’anno nel nuovo sistema operativo, si tratta di un progetto di ampio respiro per la modernizzazione tecnologica e informatica del gruppo che ci occuperà nei prossimi anni per un investimento complessivo di 10 milioni».

E dal 2018? Chiediamo. «Puntiamo a una serie di investimenti - risponde Saviola - che però dipenderanno dall’evoluzione del mercato. Pensiamo di sviluppare ulteriormente la produzione di sarzolene, il nostro fertilizzante, come al rinnovo degli impianti per la produzione dei pannelli truciolari, di superfici metacrilate e di bordi, ma anche a step successivi nella crescita di Composad ad esempio per le linee di imballaggio». Insomma «nonostante i risultati poco confortanti dovuti alle note vicende», la holding punta sui mobili in kit «perché è l’ultimo anello della nostra catena integrata verticale ed è lì che vediamo una possibilità di sviluppo nei prossimi anni».

La presenza di Composad alla fiera del mobile di Shanghai che ha aperto i battenti ieri è la conferma di una costante ricerca di nuovi mercati in cui «il mobile in kit può diventare veicolo per i nostri pannelli e prodotti chimici». Intanto sul fronte occupazionale il gruppo «ha avuto soddisfazione dai dati consuntivi della contrattazione di secondo livello per il settore legno», negli ultimi due anni «siamo cresciuti di oltre 50 unità dopo il blocco del turnover» e non esclude di crescere ancora, ma il presidente non si sbilancia nelle previsioni. «La volontà è di crescere con estrema prudenza - conclude - in passato la più grande crisi del dopoguerra ci ha colti quando eravamo nel massimo sforzo di investimenti. Oggi che il debito è diminuito drasticamente, siamo tornati a investire, abbiamo progetti e idee, ma faremo un passo alla volta».

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