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Vandali ancora contro De Marchi

Insulto inciso con un chiodo sull’auto. Il consigliere: «È il quarto gesto contro di me: il prefetto che fa?»

MANTOVA. Una scritta offensiva sulla fiancata dell’auto, incisa con una chiave o la punta di un chiodo. È ancora lui, il consigliere comunale Luca De Marchi, la vittima preferita dai vandali. L’ultima volta martedì pomeriggio a Lunetta, dov’era andato a consegnare aiuti a famiglie bisognose del quartiere. De Marchi, che ieri è andato a denunciare l’episodio in questura, ha approfittato per lanciare una sferzata al prefetto Carla Cincarilli: «La cosa grave è che questo è già il quarto episodio. La domanda a questo punto è: dopo l’ennesimo atto contro di me, la prefetta convocherà il comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico o no ?» Lo scorso febbraio al consigliere era toccato subire un vero e proprio attentato incendiario. Uno sconosciuto, in sua assenza, aveva dato fuoco alla sua auto, parcheggiata a Borgo Pompilio davanti alla casa della convivente. In altre due occasioni uno sconosciuto gli aveva forato le gomme dell’auto con un punteruolo.

«Intimidazioni, minacce e ora l’ennesimo danno all’auto che si perpetuano a ritmo costante – è il commento di De Marchi, dopo aver fatto querela contro ignoti alla Digos – do fastidio perché dico cose che qualcuno vorrebbe che non fossero dette e ho il coraggio di sollevare problemi scomodi e reali. Per me questi episodi sono la conferma del valore delle mie battaglie politiche». A metterlo al centro del mirino le sue posizioni intransigenti nei confronti degli immigrati, che accusa di sottrarre case, lavoro e servizi agli italiani meno fortunati. Così come un suo cavallo di battaglia sono le richieste di intervento contro gli sfaccendati e gli alcolisti che bivaccano nell’area di piazza Cavallotti.

Martedì nel primo pomeriggio, ha raccontato alla polizia, era andato con la convivente a consegnare delle buste di “spesa solidale” – come lui stesso le ha definite – ad alcune famiglie indigenti di viale Abruzzi e viale Lombardia. «Ho parcheggiato in viale Marche – ha spiegato De Marchi – mi rassicurava la presenza di una squadra di operai impegnata in un trasloco e di un’altra della Tea che si occupava del verde pubblico. Ma è stato inutile: meno di mezz’ora dopo sono tornato e sulla fiancata lato guida della mia Fiat 500 c’era incisa la scritta “De Marki shit” (shit in inglese vuol dire merda)». Il danno è coperto da assicurazione ma per De Marchi resta la preoccupazione di essere bersaglio di altri atti di vandalismo.
 

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