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Il manager: «Mi sono tolto un bel peso»

Il numero uno del Poma: «Ho dimostrato di non aver mai fatto nulla contro il nostro ospedale»

MANTOVA. «Dopo sette anni mi sono tolto un bel peso». Questo il primo commento del direttore generale del Poma subito dopo la lettura della sentenza.

«Sono soddisfatto anche perché sono sempre rimasto a in ospedale, come mi era stato richiesto, per svolgere le mie funzioni. Sono inoltre contento per l’assoluzione sulla turbativa d’asta, che dimostra quello che ho sempre sostenuto e cioè di non aver fatto nulla contro la mia azienda. Sulla corruzione, riqualificata in un reato meno grave, attendo di leggere le motivazioni della sentenza, perché al di là della prescrizione vorrei capirne di più. In ogni caso – continua Stucchi – ribadisco di non aver mai preso soldi. Ringrazio la mia famiglia che mi ha sostenuto in questi lunghi sette anni e i colleghi che mi sono stati vicini. Adesso si continua a lavorare, il mio impegno va avanti fino alla fine del 2018, scadenza del mio mandato al Poma».

Ma in che cosa consiste l'appalto per il quale il tribunale di Milano aveva chiesto la condanna a 3 anni del direttore generale della Asst di Mantova? La gara, scaduta alle ore 12 del 22 novembre 2010, aveva per oggetto l'attività di consulenza e brokeraggio assicurativo come disciplinato dal decreto legislativo 163 del 2006. Chi vince questo tipo di appalto ha il compito di analizzare i settori di rischio ai quali l'azienda è esposta, le polizze assicurative in essere ed individuare eventuali ulteriori coperture, elaborare un programma assicurativo, prestare assistenza nella definizione dei capitolati e dei contratti, collaborare nella gestione amministrativa e tecnica dei contratti.

L'apertura delle offerte era stata fissata per il 24 novembre 2010, ma stando a quanto sempre sostenuto dal Poma nessuna busta era stata aperta. L'ospedale scelse poi di affidare l'incarico all'avvocatura interna.
 

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