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Fisco, otto Comuni stanano gli evasori. Incassati 151mila euro

Castiglione in testa con 44mila euro, Mantova è quinta. Buvoli: «Dal 2012 abbiamo inviato 209 segnalazioni» 

MANTOVA. Poco più di 151mila euro. È quanto ha fruttato ad otto Comuni mantovani partecipare con lo Stato, l’anno scorso, alla lotta contro gli evasori fiscali. In testa c’è Castiglione delle Stiviere con quasi 45mila euro, mentre Mantova è solo quinta, superata anche da Borgo Virgilio, Goito e Gonzaga. Il capoluogo, però, su questo fonte negli ultimi anni si è dimostrato molto attivo: dal 2012 al 2015 ha presentato 209 segnalazioni di potenziali evasori incassando, per esempio, 40.573 euro nel 2015 e 52.375 euro nel 2014.

Da alcuni anni esiste una norma in base alla quale gli enti locali possono trasformarsi in controllori del fisco e segnalare all’Agenzia delle entrate o alla Guardia di Finanza sospetti evasori. Sarò poi lo Stato a ordinare gli accertamenti e a stabilire se, in effetti, qualcuno non ha pagato il giusto di tasse. Una buona percentuale di quello che si riesce a recuperare viene girato al Comune virtuoso che ha contribuito a stanare i furbetti. Per il 2016 lo Stato ha fissato nel 55% la quota da destinare ai Comuni sul totale dell’incassato (fino al 2014 veniva trasferito all’ente locale il 100% del gettito dell’Irpef evasa).

Venerdì scorso 15 settembre  il ministero dell’Interno ha comunicato l’elenco dei Comuni virtuosi e ieri Via Roma ha incassato la quota spettante di 18.088,81 euro. Con il capoluogo virgiliano figurano altri sette dei 68 Comuni, segno che esistono margini per proseguire con successo sulla strada della lotta all’evasione in supporto allo Stato. Ecco l’elenco: Castiglione delle Stiviere 44.798,35 euro, Curtatone 4.277,32 euro, Borgo Virgilio 35.362,54 euro, Bigarello 150 euro, Goito 21.068,02 euro, Gonzaga 27.484,58 euro e Sustinente 100 euro.

Il ruolo del Comune non è solo quello di fare la spia di fronte a casi dubbi in una realtà territoriale piccola dove è più forte una forma di controllo incrociato tra istituzioni e cittadini; l’ente locale fa anche da spalla all’Agenzia delle entrate nel rispondere a varie richieste di informazioni.

Spiega il vice sindaco nonchè assessore al bilancio Giovanni Buvoli: «Non abbiamo ancora i dati per l’anno scorso, ma nel 2015 abbiamo fatto 35 segnalazioni: solo 7 sono andate a buon fine e ci hanno fruttato 40.573,98 euro. Quattro di queste derivavano dall’attività svolta da Ica, la società che ha in concessione l’accertamento e la riscossione del canone di occupazione di suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità, mentre in tre casi si trattava di segnalazioni dell’Agenzia delle entrate che ci chiedeva informazioni nell’ambito del cosiddetto accertamento sintetico: periodicamente il fisco ci manda alcune posizioni oggetto di verifica e ci chiede di segnalare eventuali proprietà immobiliari a loro non note, ristrutturazioni, utilizzo di auto di lusso, collaboratori domestici inclusi nel nucleo familiare».

I furbetti cadono soprattutto sugli affitti di immobili non dichiarati: «Questo - dice Buvoli - emerge quando l’ufficio tributi effettua le verifiche sul pagamento di Imu e Tasi». Altro ambito che consente di scoprire gli evasori è quello dell’Isee per avere servizi comunali con lo sconto: di fronte a certificazioni basse magari presentate da personaggi noti e abbienti, il Comune segnala al Fisco l’incongruenza.
 

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